Ibra illude il Diavolo, finisce 1-1

Due punti in tre partite sono pochi, sono quasi niente. Poco da dire, se non che la pazienza invocata da Seedorf e Allegri dovrà essere robusta. Il Milan si arena anche all’Olimpico, si fa riprendere da una Lazio buona e nulla più. E i conti non tornano, neanche un po’. Si parte con la corsa rossonera affidata al solo Boateng, con Pirlo che al 5’ è già lingua penzoloni e Seedorf che fa la parte del naufrago appena arrivato sull’isola. Ibra resta ai margini del gioco, non lo capisce e gli altri non gli danno una mano a tradurre. Eppure, i due tiri del Diavolo sono suoi. Prima parte sul filo del fuorigioco e chiude con una conclusione mancina un po’ timida; poi si incolla il pallone al piede e disorienta Dias, ma il destro è respinto da Muslera. Il Milan, però, è tutto qui. Nessuna spinta sulle fasce, a parte le sortite di Boateng; Ronadinho in versione desaparecido; Pirlo che litiga con la palla. Abbiati neutralizza al meglio una punizione di Hernanes e dà sicurezza a un reparto che ne ha un gran bisogno. Allegri si morde il bavero, guarda Tassotti e spara qualche acuto. La ripresa è ritmi blandi, poco costrutto e tanto caos. Allegri non le manda più a dire. Ce l’ha con tutti, ma le urla si dissolvono prima di raggiungere il fantasma di Ronnie e il resto della ciurma.Poi si accende una luce, improvvisa come un lampo. Seedorf la mette sulla corsa di Ibra, lo svedese si libera dei due centrali con uno scatto, anticipa Muslera e poi tocca con il sinistro nella porta vuota. Un vantaggio immeritato e per questo anche più prezioso, così il Milan rincula. Seedorf alza la voce e il ritmo, ma la squadra non lo segue e Floccari punisce un Thiago Silva sulla solita nuvola. La Lazio cresce, il Milan si spegne del tutto. Sul finale arriva la traversa di Zambrotta e anche la sfortuna inchioda il Diavolo. L’Inter è a più 5, Allegri è senza voce e con mille gatte da pelare. -dnews-