T4, non c’entrano le cosche Esplosivo diretto in Siria

L’Italia era soltanto uno scalo tecnico per il container con le 7 tonnellate di esplosivo sequestrato martedì sera al porto di Gioia Tauro, e destinato forse agli hezbollah libanesi o i palestinesi di Hamas. Per gli investigatori dunque Gioia Tauro è solo una località casuale del passaggio della nave. Gli investigatori escludono collegamenti sia con la criminalità organizzata sia con quella locale. Anche se il porto è sotto il massiccio controllo della ‘ndrangheta. La nave Msc Finland, sulla quale è stato trovato l’esplosivo, pare che provenisse dall’Iran. Come pure dall’Iran sono partiti altri due carichi identici intercettati ne ll’ultimo anno e mezzo. A Gioia Tauro la nave ha depositato un gruppo di container che dovevano essere smistati successivamente in vari porti del Mediterraneo, tra cui uno della Siria. Sulla vicenda è intervenuto il procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso. «Il porto di Gioia Tauro non finisce mai di sorprendere, bisogna chiarire perché l’esplosivo abbia fatto tappa nello scalo calabrese, il suo ruolo logistico». Dopo la scoperta tutti i servizi segreti sono in allerta. -dnews-