Unicredit, il Senatùr incalza «Le fondazioni ci proteggano»

Dal mondo economico si leva un coro di solidarietà nei confronti dell’ex amministratore delegato di Unicredit, Alessandro Profumo, che martedì ha lasciato la guida dell’istituto dopo una giornata lunga e convulsa e con 40 milioni di buonuscita. La numero uno di Confindustria, Emma Marcegaglia, difende le scelte dell’ex Ceo di Unicredit. «Credo che abbia fatto in questi anni un lavoro importante. Ora è assolutamente necessario che si scelga una persona di levatura internazionale ». Dal mondo della politica arriva invece un nuovo affondo di Bossi, che disapprova le dimissioni al buio – «Prima bisognava trovare il sostituto» – e corregge il tiro sugli azionisti tedeschi. «Avevo paura che la Germania potesse mettere le mani sulla banca, ma poi ho visto che non hanno i numeri», commenta il Senatùr, che ora guarda a Giuseppe Guzzetti, presidente Acri e Fondazione Cariplo, come cavaliere bianco che «riorganizzi la difesa». Se c’è un’azione intelligente da parte delle fondazioni, è la riflessione di Bossi, «i tedeschi non ce la possono fare. Spero che le fondazioni non stiano con le mani in mano». Per quanto riguarda i soldi, Bossi sostiene che «le fondazioni ce li hanno, anche se bastano i numeri». Nell’opposizione sono in molti a ritenere che la sensibilità del Carroccio verso il destino dell’istituto nasconda precisi interessi. Per Massimo Calearo, ex presidente di Federmeccanica e ora nell’Api, «è palese che la Lega vuolemettere le mani sul tesoretto delle fondazioni».