Santoro: «Io non ho paura»

Stasera torna Annozero: mobbing contro di noi, ma restiamo liberi. Santoro: «Io non ho paura» Mobbing. Camicia nera. Situazione kafkiana. Schiaffo alla libertà. L’arringa di Michele Santoro è di quelle da scena finale di un filmone hollywoodiano, invece il teatro è la sala degli Arazzi a viale Mazzini, dove il giornalista presenta Annozero (in onda ogni giovedì da stasera su Raidue, oggi il via con “Scacco al premier”) e, con l’occasione, l’anchorman attacca il palazzo. «Ma io non ho paura», chiarisce subitoMichele rubando il titolo al romanzo di Niccolò Ammanniti (poi diventato un film). «Non accetterò limitazioni di libertà – tuona Santoro avvisando i vertici aziendali – ospiti e argomenti spettano a me, non accetterò ingerenze esterne o meno che non dovessi violare la legge. La mia autonomia è garantita dal contratto Rai. Le scalette continueremo a darle il giovedì», riferendosi alle ultime circolari del dg Mauro Masi dove si fa cenno a pluralismo, contraddittorio e di completezza dell’informazione nei talk show. «Travaglio non è un opinionista, racconta fatti che altri non raccontano», sostiene Santoro, escludendo quindi la possibilità di un contro-opinionista,ma assicurando che «in trasmissione ci sarà sempre qualcuno che potrà replicare». A proposito, parentesi sui contratti di Vauro e Travaglio: «Ci saranno le vignette di Vauro, che è stato costretto ad accettare all’ultimomomento le condizioni dell’accordo dell’anno scorso. È ci sarà Travaglio, che è parte inscindibile del programma, anche se il contratto non è stato ancora sottoscritto». Il problema è proprio «la mancanza di contraddittorio e il pluralismo», replica il direttore generale della RaiMauro Masi. Dopo aver più volte ricordato che Annozero parte in maniera avventurosa », perché il via libera è arrivato «solo una settimana fa quando lo aspettavamo da due mesi», Santoro dipinge il (triste) quadro della Rai. Il presidente «Garimberti dopo aver detto “Annozero può cominciare” si è dileguato. Questa azienda non può andare avanti così. Contro di noi è in atto un vero e proprio mobbing, ma chi lo fa non si capisce. È una situazione kafkiana». E ancora: «Vogliono una tv in camicia nera, ma io sono un uomo libero». Insomma, il problema di fondo è la libertà. Di cui, forse, avrebbe potuto usufruire su Sky. «Sarebbe stato un tradimento per il mio pubblico far diventare Annozero a pagamento». -leggo-