Rampl: «Con Profumo vedute differenti»

Unicredit. Bossi: «Difenderci dai tedeschi». Pista interna per il successore. Rampl: «Con Profumo vedute differenti» Unicredit, il giorno dopo. Mentre Alessandro Profumo, con la sua buonuscita di 40 milioni di euro passeggia in Montenapoleone diretto da un noto commercialista, il presidente della banca di piazza Cordusio Dieter Rampl, amministratore delegato ad interim, scrive ai dipendenti rassicurandoli. «La decisione di far rassegnare le dimissioni a Profumo non è stata di una persona ma del board. È stata il risultato di differenti vedute riguardo alla governance». «In questo periodo di transizione – prosegue la missiva, in inglese – farò tutto il possibile per garantire che le nostre attività procedano con la stessa intensità di prima. Stiamo cercando un candidato appropriato sia all’interno che all’esterno, ma facciamo affidamento su un management team forte». Una curiosità: dei 40 milioni di buonuscita dati a Profumo, 1,5 milioni sono per un patto di non concorrenza, in base al quale l’ex numero uno si impegna a non assumere incarichi in altre banche in concorrenza con Unicredit. Sulla cacciata di Profumo, ieri è tornata la politica. In particolare Umberto Bossi, timoroso che la Germania si prenda «tutta la banca»: «Serve un’azione intelligente delle Fondazioni che, spero, organizzino una difesa». Per una simile operazione ci vogliono, però, molti capitali. Bossi: «I numeri ci sono».