Riecco la banda della Magliana

Nell’inchiesta spunta anche il nome di Enrico Nicoletti, storico cassiere del gruppo criminale. Riecco la banda della Magliana. Enrico Nicoletti, l’ex banchiere della banda della Magliana. I suoi figli Tony e Massimo. Alessio Monselles, storico collaboratore di Nicoletti. E poi esponenti della famiglia camorrista Senese, insieme ad alcuni rappresentanti del clan Casamonica nonché al titolare del ristorante “I Sapori di Sicilia”, Mario Dimino Francesco, a un pr, Simone Scorpelliti, a due assicuratori, a un commercialista, Fabrizio Testaguzza e a un avvocato penalista, Ernesto Rampini. Sono i personaggi indagati a vario titolo, insieme ad altri, nell’indagine della squadra mobile che si è conclusa ieri con undici arresti per associazione per delinquere finalizzata alle truffe e alle estorsioni disposti dal gip su richiesta dei pm Ceniccola e De Falco, i quali invece ritenevano ci fossero gravi indizi di colpevolezza tali da giustificare la custodia cautelare anche per lo stesso Nicoletti e i suoi figli. L’organizzazione, scoperta a seguito delle indagini svolte dopo l’omicidio di un altro personaggio legato all’ala finanziaria della banda della Magliana nonché sospettato di trafficare droga, Umberto Morbilli detto “Il Meccanico”, assassinato a Centocelle nel 2008, risulta aver compiuto truffe colossali, anche millantando conoscenze altolocate presso il Tribunale civile di Roma. L’organizzazione, in particolare, incassava dalle vittime ricche caparre su affari immobiliari inesistenti fingendo di vendere beni mobili e immobili dopo averli falsamente acquistati all’asta come la Coin di piazza Cola di Rienzo, la villa del giocatore Cafu e persino il palazzo della questura di Roma, in via San Vitale. I luoghi d’incontro del gruppo erano il caffè Palombini, il Tribunale civile e il ristorante Il Fungo all’Eur, storico ritrovo dei capi storici della Magliana. I Nicoletti sono indicati come i riciclatori dei proventi delle truffe. Nelle carte dell’ordinanza, anche il nome del’attore scomparso Pietro Taricone: stando alle intercettazioni, era in contatto con Tony Nicoletti e, a detta di una vittima, era presente a un incontro a piazza Mazzini con il ristoratore Mario Dimino. -leggo-