Giustizia, finiani alla guerra

Stop a qualsiasi dialogo. Erano a buon punto le trattative fra Pdl e Fli per arrivare a una legge capace di difendere il premier dai processi in corso. Ma le prime pagine dei giornali vicini a Berlusconi che continuano ad attaccare l’inquilino di Montecitorio sulla casa di Montecarlo hanno nuovamente incrinato i rapporti. Gianfranco Fini sarebbe furioso e i suoi dicono di avere «elementi che evidenziano l’utilizzo di ingenti risorse di denaro in Italia e all’estero per diffondere documenti falsi». Il coordinatore Pdl Ignazio La Russa fa spallucce: «Se pensano questo, vadano dai giudici». La scelta dei finiani di tornare ad alzare le barricate era emersa già in mattinata, quando Futuro e Libertà aveva votato con le opposizioni per autorizzare l’uso delle intercettazioni contro l’ex sottosegretario Cosentino. In tutto, 285 voti che non sono bastati. La maggioranza, infatti, con 308 voti è stata capace di negare l’autorizzazione. Il risultato ha fatto esultare il Pdl: dimostra – è il ragionamento – che abbiamo i numeri per governare anche senza finiani. Ma il voto è stato, su richiesta del Pdl, segreto ed è scattata la caccia ai franchi tiratori, almeno 12 deputati andati contro le indicazioni del proprio gruppo. Misteriosi simpatizzanti che non piacciono alla Lega: «Un po’ di franchi tiratori – dice Maroni – non risolvono il problema di un governo che deve avere una maggioranza solida». Il terzo atto della guerra è il deposito alla Camera della mozione Fli contro Augusto Minzolini, direttore del Tg1, e Mauro Masi, direttore Rai. Prossimo appuntamento di rilievo il 29 settembre: Berlusconi parlerà a Montecitorio.