Forse ricreata la miscela primordiale

Per la prima volta gli scienziati potrebbero aver scoperto la materia primordiale comparsa una manciata di microsecondi dopo il Big Bang. È successo alCern di Ginevra e la scoperta sensazionale è frutto di un effetto imprevisto nelle collisioni di protoni che sono avvenute nelle scorse settimane nel massiccio rivelatore di LHC (Large Hadron Collider). Collisioni cominciate sei mesi fa e che ora potrebbero svelare l’origine delle prime molecole organiche, un processo ipotizzato per la prima volta dal biochimico russo Aleksandr Oparin nel 1924. Coordinati dall’italiano Guido Tonelli degli Infn gli scienziati si sono ritrovati ad esplorare nuovi territori della fisica, osservando un fenomeno che loro stessi hanno definito «mai visto finora». « L’aumento dei dati disponibili – spiega Tonelli – getterà più luce sull’origine di questo effetto. Questa misura dimostra la potenza e versatilità sia del rivelatore Cms che dei fisici che lo usano. Stiamo esplorando, centimetro per centimetro, i nuovi territori resi accessibili da Lhc». In particolare, gli scienziati del Cern hanno osservato «correlazioni tra particelle prodotte negli “scontri” di protoni a una energia complessiva di 7 TeV». «Negli urti ad “alta molteplicità” – nei quali sono prodotte più di cento particelle cariche – alcune particelle sono in qualche modo “correlate”, associate tra loro quando si creano nel punto della collisione. È la prima volta che questo effetto viene osservato in urti protone-protone e sono possibili molte interpretazioni sulla sua origine», spiega ancora lo scienziato. Tonelli è però cauto. «È molto presto per capire esattamente di che cosa si tratta». In ballo ci sono cinque o sei diverse ipotesi e «in questo momento sarebbe assolutamente prematuro trarre delle conclusioni», ci tiene a ribadire. «L’ipotesi più suggestiva è che possa trattarsi di qualcosa di simile alla “miscela primordiale”, ossia il plasma di quark e gluoni prodotto nei primi 20-30 microsecondi dopoil Big Bang». Finora un simile stato della materia è stato prodotto solo con ioni pesanti n el l’acceleratore Rhic dei Laboratori statunitensi di Brookhaven. Ma al Cern si è andati ben oltre. -dnews-