Allegri non rischia Inzaghi e Robinho vanno in panchina

La prudenza è una compagna saggia. Allegri si è persuaso che rischiare piùdi quanto fatto, magari per una foga comprensibile ma pericolosa, non è una strada percorribile, specie in questo momento in cui tutto è delicato, muscoli compresi. Allora niente Robinho, questo il responso di una vigilia di campionato un po’ strana: «Devo valutare la sua condizione, comunque le partite durano 95 minuti e i cambi sono fondamentali ». Resterebbe in piedi, quindi, quel ballottaggio che scompagina tutto. Da una parte la conferma della strana coppia Ibra-Inzaghi, bocciata da buona parte della critica pallonara ma promossa da Allegri; dall’altra il 4-3-1-2, con Flamini e Boateng in mezzo e Seedorf a ridosso di Ronaldinho e dello svedese. La discriminante sembra essere la stanchezza di Superpippo. «Vediamo se ha recuperato », spiega l’all en ato re rossonero, ma forse, sotto sotto, sta pensando di andare alla ricerca di quell’equilibrio, anche ieri in cima ai suoi pensieri, battendo altre strade. Ed ecco l’idea buona, quella che diventa l’opzione più probabile. Boatengdavanti, a correre, a garantire copertura, a fare di tutto un po’. Si riparte dallaLazio,quindi, con la voglia di trovare presto il modo di far sbocciare definitivamente Ibrahimovic. «Dobbiamo metterlo nelle condizioni migliori e lui, come altri, deve fare meglio. Dobbiamo fare il salto di qualità ».