Arrestato Moreno con 6 kg di eroina nelle mutande

È sempre brutto godere delle disgrazie altrui, ma forse per questa occasione è concesso farlo in totale libertà. La notizia è arrivata nella serata di ieri direttamente da fonti interne alla Dea, la più importante agenzia antidroga statunitense: l’ex arbitro Byron Moreno è stato arrestato per droga. Il fischietto ecuadoregno è stato bloccato all’aeroporto John Fitzgerald Kennedy di New York mentre cercava di entrare negli States con almeno sei chili di eroina nascosti addosso. Il “carissimo” Byron è diventato famoso per l’arbitraggio degli ottavi di finale Corea del Sud-Italia 2-1 (con gli asiatici a segno nei tempi supplementari con Golden gol del perugino Ahn) del campionato del Mondo 2002. In quella partita, anche a distanza di otto anni se lo ricordano tutti gli italiani come se fosse ieri, ne combinò di tutte colori: dall’assurda espulsione a Totti per doppia ammonizione, al gol annullato a Tommasi, dai rigori negati all’Italia a quello concesso agli asiatici. Risultato: gli azzurri, guidati da Giovanni Trapattoni (a cui non bastò la boccetta di acqua santa per battere il maledetto arbitro) vennero sbattuti fuori dai padroni di casa coreani che approfittarono dei continui e palesi aiuti dell’arbitro. Con quella faccia un po’ così tra l’intontito e lo stupido, mentre estraeva il cartellino rosso al Pupone, qualcuno avrà pensato: «Questo si droga», qualcun altro: «Beh, è un arbitro corrotto». A questo punto, forse le tesi non si escludono. E se già all’epoca non si drogava, potrebbe aver usato il gruzzolo ricevuto grazie all’arbitraggio per acquistare ingenti quantità di sostanze stupefacenti. E se non ha usato i presunti soldi ricevuti per quella partita, avrà usato quelli degli italiani: masochisti come siamo, infatti, invitammo l’ecuadoregno nel nostro paese per un’ospitata nel programma “Stupido Hotel” della Rai. Nel vedere Moreno ballare con Carmen Russo e José Altafini, molti avranno pensato nuovamente «Questo si droga». Lo stesso dubbio è sorto qualche mese dopo, quando – in una partita del campionato ecuadoregno tra Deportivo Quito e Barcellona Sporting Club – l’arbitro sudamericano fece parlare ancora di sé: con 13 minuti di recupero dopo il 90’ permise al Deportivo di ribaltare il risultato. Ma non finisce qui: qualche giorno dopo decise di candidarsi al consiglio comunale di Quito. Naturalmente non venne eletto e l’ipotesi che si drogasse già a quel tem- po diventò sempre più forte, sentite anche le telecronache, mestiere a cui si dedicò dopo il “fallimento” politico. Con la notizia di ieri la conferma è ufficiale. Anche perché il “carissimo” Byron Moreno ha avuto la bella idea di nascondersi sei chili di eroina tutti nelle mutande (sempre secondo la Dea). «Questo si droga davvero».