Doping, la centrale sull’Ostiense

Arrestati un farmacista e un’infermiera: sottraevano medicinali per gli atleti. Il farmacista sottraeva le medicine dagli scaffali e le passava sottobanco all’intermediario, che poi consegnava il pacco ai ciclisti. L’infermiera, invece, trafugava le sostanze proibite dall’ospedale dove lavorava. Così Leonardo Scorpiniti, dipendente della Farmacia Marchetti di via Ostiense e Chiara Ferri, infermiera all’ex Vannini, in via dell’Acqua Bullicante, per alcuni anni avrebbero – secondo i Nas che ieri li hanno arrestati – arrotondato i loro stipendi. Fornivano di Epo, antinfiammatori, anabolizzanti, stimolanti e anche medicinali in grado di falsare le analisi antidoping il ciclista professionista Enrico Rossi, vincitore di molte gare e secondo allo scorso Giro di Sardegna. E non solo lui visto che nell’inchiesta risultano coinvolti frequentatori di palestre e altri sei ciclisti professionisti residenti in varie parti d’Italia, quasi tutti della medesima società per cui correva Rossi, la “Ceramica Flaminia” di Rieti. Anche l’intermediario, cioè il giornalista non iscritto all’albo Sanchez Nicolas, che collaborava con il sito Tutto Bici, viveva a Roma: di nazionalità italiana, sebbene di origini colombiane, Sanchez è stato bloccato a Tor Pignattara a casa di un amico. L’organizzazione gestiva il traffico senza aver mai destato alcun sospetto, tant’è che le indagini sono partite per via di uno strano sms, probabilmente inviato alla persona sbagliata e si sono basate tutte sulle intercettazioni telefoniche. «Il consumo di sostanze dopanti nel Lazio è un fenomeno preoccupante che riguarda soprattutto le categorie amatoriali, in particolare i frequentatori delle palestre», ha detto il colonnello dei Nas Pierluigi Felli. -leggo-