La Lega esulta: «Stop ai libici»

Dalla storica presenza in Fiat, passando per il calcio, per arrivare alla finanza. Sono molteplici gli interessi libici in Italia, controbilanciati da una rilevante presenza delle aziende italiane nel paese nordafricano impegnate nell’opera di infrastrutturazione. La Libia ha interessi in Unicredit (+7,5%), detiene il 7,5% della Juventus, meno del 2% di Fiat e quasi il 15% di Retelit, società leader nelle nuove tecnologie. E poi ha interessi nel settore delle televisioni, delle costruzioni e dell’energia. Troppi interessi per la Lega in una banca italiana e per di più molto vicina al Nord. Per tutti ieri ha parlato il sindaco di Verona, Flavio Tosi, che ha definito ad Alessandro Profumo un custode infedele proprio perché ha concesso l’ingresso ai libici: «Io auspico che si fermi la scalata libica a Unicredit». Formalmente il primo cittadino ha voce in capitolo perché il Comune di Verona esprime diversi consiglieri in Cariverona, la cui Fondazione detiene il 4,98% di Unicredit.