Ladri di bambini arrestati ad Haiti

«Siamo venuti ad Haiti per aiutare chi non aveva più nessuno, siamo fiduciosi e preghiamo perché la verità venga alla luce». E non resta che pregare ai 10 americani fermati ieri al confine tra Haiti e la Repubblica Dominicana mentre cercavano di portare via 33 bambini haitiani con un pullman e senza autorizzazioni. Laura Silsby, alla guida del gruppo accusato di traffico illegale di minori, ha difeso il piano della sua associazione, New Life Children’s Refuge, organiz zazione r eligiosa dell’Idaho, spiegando di voler solo trasferire i bambini in un orfanatrofio che l’associazione ha nella Repubblica Dominicana. «Sembra che l’orfanotrofio dei bambini fosse stato danneggiato e così stavano trasferendo i bambini in una loro struttura ma non hanno chiesto il visto d’uscita» ha detto un funzionario diplomatico statunitense alla Cnn. «Il nostro gruppo è stato arrestato erroneamente e noi stiamo facendo tutto il possibile per chiarire l’equivoco avvenuto a Port au Prince» si legge sul sito della chiesa battista a cui fanno capo i dieci arrestati, cinque uomini e cinque donne. «Qui non siamo di fronte ad un’adozione, qui siamo di fronte a un furto» ha accusato uno dei funzionari haitiani. Le autorità locali interrogheranno i bambini per stabilire se hanno ancora familiari a cui essere affidati. «Quando sono arrivati, alcuni di loro piangevano e dicevano «vogliamo i nostri genitori» ha raccontato Jeanne Bernard-Pierre, di rettore generale dell’Istituto per gli affari sociali.