Oggi Cda Unicredit, Profumo lascia?

Confermato per oggi alle 18, il CdA straordinario di Unicredit, con all’odg "determinazioni inerenti l’amministrazione e la direzione della banca e rapporti con il top management". In gioco il destino di Alessandro Profumo, ad della banca che ha visto il rafforzamento dei soci libici nell’azionariato. A Profumo resterebbero due opzioni: dimettersi o attendere l’esito del CdA. In caso di addio di Profumo, alla guida del gruppo dal 1997, almeno per un periodo di transizione -si fa notare- sarà lo stesso presidente Dieter Rampl ad assumerne le deleghe, in attesa che venga individuato un successore. Tanto tuonò che piovve. La “scalata” dei banchieri di fiducia di Muhammar Gheddafi all’azionariato della banca di piazza Cordusio ha provocato un mal di pancia e una conseguente stretta dei soci di Unicredit sul caso Libia e sull’operato dell’amministratore delegato Alessandro Profumo. Oggi pomeriggio a Milano – secondo fonti ufficiose – è in programma un consiglio d’amministrazione straordinario con all’ordine del giorno i rapporti con il top management. Fino ad ora la prima riunione del board in calendario era quella del 30 settembre prossimo a Varsavia per preparare la risposta alle domande di Bankitalia sull’impatto sulla governance del recente rafforzamento degli azionisti libici. Ed è già totonomine per un eventuale cambio della guardia al timone di Unicredit. Ma l’ipotesi più accreditata, secondo indiscrezioni, è una soluzione transitoria, con un passaggio delle deleghe dell’Ad al presidente Dieter Rampl. Nei salotti della finanza milanese si rincorrono i nomi di candidati, o presunti tali, alla poltrona su cui siede Profumo: Matteo Arpe, Giampiero Auletta Armenise, Claudio Costamagna. E’ poi stata messa in agenda per giovedì una riunione del comitato strategico, insieme ai comitati nomine e remunerazioni, per un aggiornamento sugli approfondimenti che il presidente Rampl sta svolgendo sulle modalità dello sbarco in Piazza Cordusio della Lybian Investment Authority tra fine luglio e i primi di agosto. Operazione di cui Rampl non era stato messo al corrente, mentre Profumo si è difeso dicendo di non aver sollecitato lui la crescita dei libici. (l’opinione)