Operai morti alla Dsm di Capua in manette sei ispettori dell’Asl

«Associazione per delinquere finalizzata alla concussione, corruzione, rifiuto d’atti d’ufficio e falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale in atti d’ufficio». Sono questi i reati contestati a sei ispettori dell’Asl di Santa Maria Capuavetere, nel Casertano, raggiunti ieri da altrettanti provvedimenti di custodia cautelare. L’o perazi one condotta dai Carabinieri di Santa Maria Capua Vetere e Grazzanise riguarda anche alcune persone che nell’immediato passato avevano svolto ispezioni presso la D.s.m. Capua S.p.a. dove lo scorso 11 settembre tre operai sono morti mentre stavano eseguendo dei lavori all’interno di un silos. Nello specifico gli arrestati sono tre ispettori dell’Asl – Aldo Nuzzo, Pasquale D’Amore e Donato Faraone – e tre consulenti del lavoro – Antimo Marcello, Luigi Marcello e Francesco D’Angiolella. I sei avrebbero falsamente attestato la sicurezza nelle fabbriche e nelle aziende di cui dovevano controllarne l’efficienza. Le indagini sull’attività del Dipartimento di prevenzione della Asl di Santa Maria Capua Vetere hanno avuto una svolta decisiva la scorsa settimana, nello stesso giorno in cui fu effettuato l’esame autoptico dei tre operai morti nello stabilimento D.S.M. di Capua. I carabinieri, su disposizione del pm Donato Ceglie – uno dei magistrati del pool che si occupa dell’incidente nello stabilimento chimico-farmaceutico – sequestrarono, infatti, fascicoli nella sede della Asl, relativi, in particolare, ai controlli sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. Da lì sono emersi elementi determinanti per l’inchiesta. -dnews-