«Tassa globale sulle transazioni»

Una tassa universale sulle transazioni finanziarie per combattere la povertà nel mondo. E’ la proposta fatta ieri dal presidente francese Nicolas Sarkozy al vertice convocato dall’Onu al Palazzo di vetro di New York. Un’idea che ha subito diviso i grandi della Terra. Il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, ha convocato il vertice nella Grande Mela per fare il punto sui cosiddetti obiettivi del Millennio, che puntano a dimezzare il numero dei poveri entro il 2015: mancano all’appello circa 26 miliardi di dollari rispetto alle promesse iniziali. Il primo a prendere la parola è stato Sarkò: «Possiamo decidere qui la tassazione delle transazioni finanziarie – ha detto il capo dell’Eliseo – perché aspettare? La finanza si è mondializzata, e perché non dovremmo chiedere proprio alla finanza di partecipare alla stabilizzazione del mondo prelevando una tassa su ogni transazione?». La proposta però non convince i giganti. Vista l’opposizione dei banchieri, di Washington, Londra e della Svezia, ma appoggiata dalla Germania, la tassa ideata dall’economista James Tobin negli anni ’70 difficilmente verrà approvata in tempi brevi in seno all’Ue. Sarkozy, futuro presidente di turno sia del G8 sia del G20, intende però premere al massimo per convincere i suoi partner, nonostante la tassa fosse stata già bocciata il 21 giugno dal Consiglio Europeo, con il veto del premier italiano, Berlusconi. Al fianco di Sarkò ci sarà il lo spagnolo Zapatero: «E’ sensato chiedere un piccolo sforzo» alle istituzioni finanziarie. Intanto i poveri aumentano: 64 milioni in più nel 2009. Robert Zoellick, numero uno della Banca Mondiale, ha imputato il fenomeno «alla recessione mondiale». -leggo-