Rave party clandestino, 40 denunciati

Avevano occupato un ex capannone industriale nell’area in parte dismessa di Santa Palomba per organizzare un rave party clandestino fino all’alba. Ma il via vai delle auto è stato notato da una gazzella dei carabinieri che ha allertato i rinforzi e bloccato la festa che, intorno alle tre del mattino, si stava popolando di un paio di centinaia di giovani, provenienti dai comuni della cintura nord della Capitale e persino da fuori regione. Circa trecento i giovani che si erano dati appuntamento via Internet ed sms nella zona industriale di Pomezia, in uno stabile dimesso dove già in passato era stato impedito un rave party non autorizzato. A notare la fiumana di auto è stata una gazzella dei carabinieri della compagnia di Pomezia, diretta dal comandante Rodrigo Micucci, impegnata in un normale pattugliamento del territorio. I militari hanno intercettato decine di auto sulla statale che da Pomezia porta all’area industriale di Santa Palomba. Sei pattuglie sono intervenute nel capannone dismesso, dove era già in corso la festa a base di alcolici con un centinaio di giovani. Alcuni sono riusciti a fuggire a piedi nelle campagne circostanti, gli altri – una quarantina di persone circa – sono state evacuate dal capannone, identificate e denunciate con l’accusa di occupazione abusiva di terreno ed edificio. I militari sono stati impegnati fino all’alba nel bloccare l’afflusso della auto alla festa “non riuscita”. Si tratta del secondo intervento in pochi giorni sul litorale laziale, dove la moda dei rave party sembra non tramontare mai. Lo scorso 12 settembre, infatti, i carabinieri della compagnia di Anzio interruppero un altro rave party, organizzato in un capannone industriale dismesso alla periferia della cittadina. I militari intervennero in un capannone in disuso da anni ed identificarono e denunciarono 27 giovani. La festa fu bloccata prima che alcol e mix micidiale di droghe potessero essere smerciate tra i partecipanti del rave che spesso si riforniscono da persone di fiducia. Come V.A., studentessa italiana di 23 anni di Torpignattara, conosciuta con il soprannome di “Lady Ket ”, dove Ket sta per ketamina, arrestata nel febbraio scorso e ritenuta responsabile di detenzione al fine di spaccio di sostanze psicotrope, che avrebbe dovuto smerciare a giovani partecipanti a raduni rave. La giovane, infatti, fu trovata in possesso di chetamina solida, marijuana, francobolli di Lsd, un bilancino di precisione e la somma di 400 euro in contanti. Droga sintetica, come quella che nel luglio del 2008 uccise Simone Passa, un 25enne di Roma, che il sabato sera aveva trascorso la serata ad un rave party di Ostia, sul litorale romano. I genitori lo trovarono morto nella stanza da letto del suo appartamento di Roma. All’alba il giovane si era sentito male ed era stato trasportato dal 118 all’ospeda – le Grassi di Ostia, dove gli era stata applicata una flebo. Ripresa conoscenza, il giovane aveva rifiutato il ricovero. -dnews-