«Tolgo il Sole se lo dice Bossi»

Se Umberto Bossi ordina, Oscar Lancini esegue. Così ha detto il combattivo sindaco di Adro, il piccolo paese bresciano sulla bocca di tutta Italia per la sua scuola tempestata dal simbolo delle Alpi dai posaceneri ai banchi, perfino nei bagni. Lancini, rientrato dalle vacanze, non ha potuto non prendere atto che i vertici della Lega hanno ritenuto esagerata la sua iniziativa. «Ne bastava uno», ha tuonato il senatur sottolineando comunque che il simbolo, prima che politico, è del territorio e storico. «Intitolare la scuola a Miglio (Gianfranco, ideologo della Lega) – ha dichiarato ieri il ministro dell’Interno, Roberto Maroni – è stata una grande idea ma io mi sarei fermato lì». Un Sole delle Alpi, ha fatto eco il ministro della Semplificazione, Roberto Calderoli, «era giusto, 700 sono troppi». «Se il capo me lo dice – ha spiegato il sindaco non nascondendo la sorpresa per le dichiarazioni del leader leghista – tolgo i soli non domani, ma ieri», però, ha aggiunto, «vanno tolti anche dal Municipio dove ci sono da centinaia di anni. Altrimenti niente». La lettera del ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini, che, aspramente criticata dalle opposizioni per il suo intervento tardivo, lo aveva già invitato a rimuovere quei simboli dalla scuola, non aveva potuto tanto. «Non l’ho mai ricevuta, è una fantasia politica», ribatte lui, che oggi forse incontrerà Bossi. In ogni caso sembra chiaro che Lancini non voglia piegarsi tanto facilmente anche perché, e nonostante Bossi, attorno a lui c’è la solidarietà, oltre che della sua gente, del popolo leghista e degli amministratori di altri comuni. Ieri ad Adro è arrivato Oscar Mor, vice sindaco di Misano (Bergamo): «Gli ho detto di andare avanti». Il primo cittadino si dichiara indifferente, invece, alle manifestazioni organizzate dal Pd, che ne promette di nuove, e alle minacce che gli sono arrivate perfino nella casella della posta. «Io so che se togliamo i simboli la popolazione insorge», continua a ripetere Lancini e in paese i più sembrano dargli ragione. Il ministro Gelmini, però, ieri sera dava la questione per risolta: «I simboli saranno rimossi». -leggo-