Valentino: «Adesso mi fermo»

Se fosse uno normale, potrebbe anche andare bene così. Con un chiodo a tenergli insieme la gamba destra spezzata in due al Mugello il 5 giugno e uno stop di 40 giorni dopo l’intervento, il ritorno alle corse sarebbe stato più che accettabile: un 4° posto, poi un 3°, un 5°, un 4°, un 3° e, ieri, la 6ª piazza nel Gp di Aragona. Ma ciò che non è niente male per un pilota nella media, è troppo poco per lui. Ora Valentino Rossi si è stancato: potrebbe operarsi alla spalla prima della fine della stagione. In casa Yamaha il Dottore è un ex e, con Jorge Lorenzo a un passo dal titolo, diventa difficile ipotizzare che il team possa mettersi al suo servizio. A fine stagione inizierà l’avventura in Ducati, nell’anno che dovrà essere quello della rivincita. Così la spalla dolorante dallo scorso 16 aprile, giorno in cui cadde a Pesaro facendo motocross, va operata, in modo da presentarsi al meglio all’appuntamento con il 2011. E poi finire sempre lontano dal podio sta diventando una fastidiosa abitudine: «Prima dell’infortunio riuscivamo ad essere più o meno sempre competitivi in gara, mentre ora non ce la facciamo. La spalla rimane costante, ma per tornare al 100% devo operarmi». Forse anche prima di Valencia, ultima gara stagionale. «Soffriamo troppo, ci penseremo – dice Rossi – vorrei arrivare fino in fondo, ma su piste come Motegi e Sepang potrei anche soffrire più di adesso». Un pensiero all’operazione Valentino le aveva già fatto quest’estate, ai tempi dell’incidente del Mugello: «Potevo anche operarmi alla spalla mentre ero a letto per la gamba, ma immaginate lo stato d’animo: se mi avessero detto di rientrare in sala operatoria avrei detto di no». Il presente, intanto, è fatto di una nuova delusione. Ieri nel Gp di Aragona, 13ª prova del Motomondiale, Valentino non è andato oltre il 6° posto. Ha vinto il redivivo Stoner, davanti a Pedrosa su Honda e all’altra Ducati di Hayden. Quarto Lorenzo. Rossi può sorridere, però, pensando al 2011: le Ducati hanno portato a casa il bottino più grande della loro storia dopo il mondiale del 2007: due Desmosedici sul podio.