Gli afghani alle urne sfidano le bombe

Le elezioni. Sotto attacco 150 sedi di voto: 14 i morti. Affluenza al 40 per cento. In Afghanistan le seconde elezioni parlamentari libere dalla fine del regime talebano, nel 2001, sono state caratterizzate da morti e attentati e precedute da una scossa di terremoto di 6,3 gradi della Scala Richter, registrata nella regione settentrionale di Kush. I seggi sono rimasti aperti dalle 7.00 alle 13.30, ora locale. La Commissione elettorale ha ordinato che l’orario di chiusura venisse posticipato soltanto laddove c’erano code di elettori in attesa, per consentire a tutti di votare. I seggi funzionanti sono stati 5.816, il 92 per cento del totale, mentre i talebani hanno annunciato di averne attaccati almeno 150. I primi risultati sono attesi per metà settimana, ma per quelli finali si potrebbe aspettare fino al 31 ottobre. L’affluenza alle urne a mezzo giorno è stata del 32 per cento, bassa. Il presidente Hamid Karzai è stato tra i primi a recarsi al seggio. Fonti a lui vicine hanno fatto sapere che il suo voto sarebbe andato a una donna hindu. L’agenzia Reuters riporta il nome di Anar Kali Honaryar. I talebani hanno provato in tutti i modi a impedire ad afghani e afghane (tante le donne in fila con la scheda) di andare a votare. Nella notte tra venerdì e sabato, un razzo ha colpito a Kabul l’area del palazzo presidenziale e del quartier generale della missione Isaf, sotto comando Nato, senza fare vittime. Nelle prime ore del mattino tre persone, tra cui due scrutatori, sono rimaste ferite per l’esplosione di un ordigno in una scuola di Khost, che doveva servire come seggio. Il governatore della provincia di Kandahar, Toryalai Wesa, ha rischiato di essere colpito da un razzo caduto vicino alla sua auto mentre si recava a votare. Nella Zeerko Valley, nella parte meridionale del distretto di Shindand, un pulmino è saltato su una mina provocando sei morti e cinque feriti. Nella provincia settentrionale di Baghlan, sette membri delle forze di sicurezza afghane (un militare dell’esercito e sei miliziani filo-governativi) sono rimasti uccisi in un attacco dei guerriglieri islamici vicino a un seggio elettorale. I talebani hanno riferito di “pesanti combattimenti” nella provincia occidentale di Farah tra soldati statunitensi emujahidin dell’Emirato islamico. Nella zona sono stanziati anche i nostri militari: due razzi sono caduti vicino alla base operativa avanzata italiana di Bala Baluk, che hanno risposto con colpi di mortaio all’attacco. Ci sono poi i brogli, in particolare le schede false. Un gran numero di tessere elettorali illegali sono state sequestrate fin dalle prime ore di ieri. A Kabul, un uomo è stato fermato dalla polizia con 15 schede false nei pressi di un seggio, come riferito dalla Commissione per i reclami elettorali. Certificati illegali sono stati scoperti anche nella provincia meridionale di Helmand e in quella settentrionale di Kunduz. (Verrazzo/libero)