Morto il tenente Romani, il parà ucciso dai talebani in uno scontro a fuoco

All’inizio era stato detto che le sue condizioni non destavano preoccupazioni, perché il colpo gli era arrivato alla spalla. Ma poi all’ospedale americano di Farah, dove lo avevano portato, hanno visto che le ossa avevano deviato la pallottola verso il basso, perforando il torace in modo irreparabile. E così nel pomeriggio di ieri è morto in Afghanistan Alessandro Romani: nato a Roma il 18 luglio 1974, due occhi di un azzurro profondo, veterano di parecchie missioni all’estero, tenente del Nono Reggimento d’Assalto Col Moschin. In Afghanistan Romani era inquadrato nella Task Force 45: un’unità di circa 200 uomini, che si alternano in turni di tre mesi di servizio e tre di riposo, e che dipendono direttamente dalla Nato. Composta da elementi di tutte le Forze Armate, ma con fulcro in quelli provenienti dal Col Moschin e dal Quarto reggimento Alpini Paracadutisti Monte Cervino, la Task Force 45 è poi ulteriormente divisa in due task unit: una a Farah, l’altra a Herat. E appunto a Herat è arrivato l’allarme in seguito al quale Romani è morto e un paracadutista che lo accompagnava è rimasto ferito a una spalla. Sempre ieri un razzo è caduto all’interno del perimetro della base italiana di Shindand, a sud di Herat, in Afghanistan, senza provocare danni. Oggi in Afghanistan si vota. E i talebani stanno cercando di disturbare queste consultazioni in tutti i modi. Ieri mattina un drone Predator, aereo da ricognizione senza pilota, aveva individuato quattro talebani che stavano sistemando un ordigno esplosivo sulla strada che da Farah porta a Dalaram, zona di Bakwa. Subito i due italiani sono partiti da Herat per prenderli con un elicottero Chinook del Reos (Raggruppamento elicotteri per operazioni speciali), scortato da due A-129 Mangusta. In fase di avvicinamento, però, si sono ritrovati bersaglio di una fitta sparatoria, e sono rimasti colpiti. Lo stesso Chinook li ha allora evacuati a Farah, dove Romani è morto a un anno esatto da quella strage di Kabul in cui sei altri militari della Folgore erano rimasti uccisi. Con Romani, arrivano a 30 gli italiani morti in Afghanistan dal 2004, inizio della missione Isaf della Nato, che schiera 3300 uomini (ma c’è anche la missione Eupol dell’Ue per l’addestramento della polizia). E la Nato torna a chiedere aiuto all’Italia e invita il governo a inviare più addestratori. Lo fa attraverso la sua voce più autorevole, quella del segretario generale Anders Fogh Rasmussen ieri a Roma. (libero)