Roma è due volte Capitale

Primo decreto su Roma Capitale approvato da un governo targato PdL e Lega, via libera al cambio di ordinamento per la città amministrata da Gianni Alemanno. Soddisfatto il sindaco, che ora potrà essere sentito dal Consiglio dei ministri, plauso anche da molti parlamentari laziali, centrosinistra incerto se attaccare Bossi (che non ha preso benissimo il decreto) o polemizzare sui soldi in più che finiranno nelle tasche dei consiglieri romani. Perché una delle novità del testo uscito dal Consiglio dei ministri riguarda proprio lo stipendio dei membri del Consiglio comunale, ora Assemblea capitolina. Oggi la media del gettone di presenza si aggira sui 1300 euro al mese (se uno è presente a tutte le sedute arriva a circa 1.700 euro), mentre in futuro il sindaco, il presidente dell’assemblea e i componenti della giunta avranno un’indennità di funzione, determinata con decreto del ministro dell’Interno, di concerto con il Tesoro e sentita l’Assemblea capitolina. Quanto sarà l’ammontare dei quattrini in più lo deciderà l’Aula, ma la difesa del Campidoglio dice che così si risparmierà almeno il 10 per cento rispetto alla situazione attuale, perché dalle casse romane non usciranno più i rimborsi al datore di lavoro dei consiglieri che saranno in aspettativa non retribuita. In soldoni, i consiglieri nel giro di sei mesi diventeranno più ricchi, ma nel lungo periodo il Comune sborserà di meno. Il decreto approvato sancisce, dopo anni e inutili sforzi dei governi precedenti, uno status particolare all’ombra della lupa. Infatti si parla di “poteri speciali”, sul traffico e la mobilità, deleghe che verranno assegnate in seguito, quando sarà stato votato anche il secondo decreto e sia la Regione Lazio di Renata Polverini, sia la Provincia retta da Nicola Zingaretti trasferiranno queste loro competenze al Comune. In termini operativi, invece, succede che appena il decreto sarà in Gazzetta Ufficiale, l’Assemblea capitolina sarà composta da 48 consiglieri e non più 60 come quelli attuali. Ma si tranquillizzino: non devono lasciare la poltrona subito, perché la riduzione partirà solo con la prossima legislatura. Gli assessori saranno al massimo 12 e chi sarà nominato nella Giunta verrà sostituito in Aula da un supplente, cioè dal candidato della stessa lista primo dei non eletti. «Una scelta che ricalca il metodo alla francese», spiega il vice-sindaco Mauro Cutrufo, sostenitore convinto della riforma, sulla quale ha perfino scritto il libro “La Quarta Capitale” in cui disegna la mappa del nuovo assetto romano partendo dai trionfi della storia: dalla Roma Imperiale a quella Capitale appunto. E i tempi non sono casuali, visto che l’approvazione in Cdm è arrivata proprio alla vigilia del 140esimo anniversario della breccia di Porta Pia, appuntamento che Alemanno e i suoi festeggeranno in pompa magna per tutto il weekend con il culmine, lunedì in Campidoglio con la cittadinanza onoraria al presidente Giorgio Napolitano. Alla festa, per la prima volta, ci sarà il Vaticano con il cardinale Tarcisio Bertone, segretario di Stato con il vessillo papale. Poi i bersaglieri, che quel 20 settembre 1870 entrarono in città per segnarne il destino. Presenti anche gli esponenti della Massoneria. Celebrazioni, però, ridimensionate lunedì dal- la proclamazione del lutto cittadino a causa del militare romano morto in Afghanistan. (libero)