Julia Roberts a Roma per “Mangia prega ama”

La diva di Hollywood a Roma per “Mangia prega ama”, film girato anche in Italia insieme a Bardem. L’amore viene sempre «prima di tutto», lo dimostra il fatto che «per me la felicità è stare a casa, sul divano, con la mia famiglia». Se lo dice Julia Roberts, 43 anni, la regina dei film strappalacrime e degli innamoramenti facili, c’è da crederle. A Roma per presentare Mangia prega ama, di cui è protagonista insieme ad Javier Bardem, da oggi nei cinema italiani, la diva hollywoodiana fa di tutto per sembrare normale. Resta però di un altro pianeta. Fasciata dentro fuseaux neri e camicia lunga grigia, lanciata dai tacchi stringati altissimi, la star di Pretty Woman (peserà 60kg o addirittura meno?) parla piano, guarda dritto negli occhi e va a bersaglio: «Sono una persona fortunata che riconosce la gratitudine, per questo faccio beneficenza: essere famosa mi dà la possibilità di mettere la luce su cose che diversamente passerebbero inosservate». In Prega mangia ama, tratto dall’omonimo best-seller di Elizabeth Gilbert, Julia è Liz, una donna in crisi che decide di intraprendere un lungo viaggio – passa anche in Italia – alla ricerca di se stessa. «Liz è insoddisfatta come tante donne – spiega il personaggio – , ma non perché ha una vita da schifo o un marito cattivo, semplicemente sente che non vuole essere in quel momento quella persona. Certo, i problemi ti seguono anche se vai lontano, ma è un modo per confrontarsi con altre realtà». La Roberts racconta il suo rapporto con l’Italia (nel film anche Luca Argentero ed Elena Arvigo). «Adoro il vostro Paese, ci sono venuta spesso in vacanza e ci ho girato quattro film. La vostra è una cultura rilassata, che non ha l’ossessione del tempo come quella americana. Ho la sensazione che si riesca a stare molto in famiglia». Il film, a dire il vero, è gonfio di luoghi comuni e imbarazzanti cliché sull’Italia: tra l’altro, è flagellato da un doppiaggio italiano che fa parlare Bardem, nel film un sentimentalissimo brasiliano padre divorziato, in un assurdo genovese. -leggo-