Sarko e Silvio

Per la Farnesina, la posizione italiana è chiara: «Nelle politiche che richiedono azioni comuni europee gli organismi comunitari esercitino una paziente e dettagliata consultazione con i Paesi interessati». Tradotto: prima di decidere, la Commissione deve interpellare i singoli Stati. Berlusconi, partito da Ciampino, è arrivato a Bruxelles dopo un atterraggio d’emergenza a Milano Linate. «Solo un vetro rotto», ha tagliato corto Silvio, rispondendo con un sorriso ai cronisti che gli hanno chiesto se avesse pensato ad un complotto. Sulla vicenda rom ha auspicato «una forte politica europea in materia di immigrazione e di circolazione delle persone, improntata al rispetto delle leggi, al principio di solidarietà dei Paesi membri e di leale collaborazione fra istituzioni e Stati membri». Una linea condivisa dal leader dell’Udc, Casini. Di certo, ha osservato il Cav, che oggi incontrerà a Roma il segretario generale della Nato Rasmussen, «è meglio che parli solo Barroso, gli altri commissari Ue tacciano». Un invito al silenzio già espresso nel 2009, dopo che un portavoce dell’esecutivo d’Europa aveva chiesto all’Italia spiegazioni sui rimpatri dei clandestini verso la Libia. Sulla disputa è invece intervenuto il leader della Lega, Umberto Bossi, in difesa di Sarkò. «Il presidente francese sta facendo bene sulle espulsioni», ha detto il capo del Carroccio. «La maggior parte dei furti li fanno i rom, certo non sono il demonio, però per la gente che lavora, torna a casa e la trova buttata per aria non è molto allegro». E poi, ha aggiunto, «se rubi ai ricchi è un conto, ma se rubi ai poveri quelli si incazzano». Plauso alla Francia anche da parte del ministro degli Interni, Maroni. Mentre contro la politica in materia di immigrazione di Sarkozy si sono schierati molti della sinistra, a cominciare da Pier Luigi Bersani e Massimo D’Alema: «Stupisce la posizione della Francia perché viene meno ad una tradizione di civiltà e accoglienza che ne ha fatto per anni un grande punto di riferimento». Per il finiano ministro delle Politiche comunitarie, Andrea Ronchi «l’Europa deve uscire dal torpore». (libero)