La voce di Totti ha stroncato Ranieri

Chiarimento tra Totti e Ranieri dopo le accuse post-Bayern: la squadra vuole cambiamenti. Ai giocatori imposto il silenzio. Il catenaccio di Monaco continua a Trigoria. Dopo il pesante 2-0 che ha aperto la crisi sul campo, e le durissime parole di Francesco Totti, che hanno messo a nudo uno spogliatoio in fi- brillazione, ieri la Roma è corsa ai ripari, ordinando un “mezzo” silenzio stampa, riservato ai soli giocatori e non alla dirigenza. Comunicazioni ufficiali non arriveranno comunque prima della conferenza stampa di sabato di Ranieri; i calciatori potranno presentarsi di nuovo davanti ai microfoni solo dopo la sfida di domenica col Bologna, anche se Burdisso è sfuggito per qualche minuto all’embargo, lasciandosi scappare che «Totti, dal suo pun- to di vista ha ragione, perché davanti ha poca assistenza». Chiaro dunque che le cose non funzionano come dovrebbero, non solo per i risultati che mancano, ma forse anche fra mister e squadra. «Abbiamo fatto il vecchio catenaccio, tutta la gara a difenderci, nemmeno un tiro in porta – ha detto a caldo mercoledì sera Totti, dopo la sostituzione -. Non si può giocare così, in questo modo mi sembra difficile vincere le partite». Messaggio chiarissimo a Ranieri, che ha replicato sorprendentemente, facendo i complimenti ai suoi ragazzi nonostante la débacle: «Non so nulla e non commento». Ieri, però, l’allenamento è stato posticipato di un’ora; prima, tecnico e giocatori, poi tecnico e lo stesso Totti, si sono confrontati. Che l’idillio con Totti sia già finito? Il rapporto fra il capitano e gli allenatori non è sempre stato facile. Quando aveva 17 anni, l’allora tecnico romanista, Carlos Bianchi, lo voleva mandare in prestito alla Sampdoria, parlando di immaturità del ragazzo e dichiarando di volere un giocatore più esperto come Litmanen. In un triangolare, Francesco fece scalpore e il presidente Franco Sensi ne bloccò la cessione. Poi arrivò Mazzone, divenuto il suo Capitan Totti e mister Ranieri: nervi tesi tra le due colonne giallorosse padre putativo, e amore è stato anche con Zeman. Con Capello, il Pupone si è consacrato, riportando lo scudetto in giallorosso, ma, forse come con Ranieri, dopo un inizio idilliaco ecco la crisi e le polemiche. Incroci della sorte, l’ultima e sola volta che Totti è stato sostituito in due partite consecutive risale proprio all’epoca Capello (sempre da Nakata) nell’anno del tricolore. Pure con Spalletti la storia è stata simile, fra iniziali carezze per finire coi mugugni La dirigenza giallorossa minimizza. Gian Paolo Montali, rifiuta di commentare i presunti screzi, limitandosi a un diplomatico «dobbiamo impegnarci tutti insieme per uscirne. L’unica cosa dafare e tenere la testa bassa e lavorare. Lavorare come matti, nel rispetto dei nostri tifosi». Non è «felice ma fiduciosa», la presidentessa Rosella Sensi, convinta che «la squadra sia sicuramente più forte di quella dell’anno scorso». Resta dunque da capire il perché di un avvio così stentato (un pari e tre sconfitte), travagliato dalle assen- ze (Riise potrebbe tornare la prossima settimana), specialmente in attacco e la gestione degli uomini: Simplicio mai utilizzato, Mexes in polemica, la colonia scontenta dei brasiliani, il ruolo di Borriello. La squadra vorrebbe tornare a un 4-2-3-1, domenica contro il Bologna l’ora della verità. (libero)