George Michael piange dietro le sbarre

Da Naomi ai galeotti. A suon di musica. George Michael due giorni fa è entrato in carcere, dopo la condanna per droga dello scorso luglio che lo obbligherà a stare dietro le sbarre per otto settimane. E chi ha trovato ad accoglierlo? I carcerati di Pentoville, a Londra. Per la maggior parte pedofili e molestatori che hanno intonato i suoi successi, come “Faith” e “Freedom”. Nel cui videoclip, però, a cantare c’erano super top come la Campbell e Cindy Crawford. Dura la vita, per un cantante col vizietto della droga. Da anni. Per il buon George – al secolo Georgios Kyriacos Panayiotou, 47 anni e 85 milioni di dischi venduti – non è la prima volta: già nel 2007 gli era stata sospesa la patente per due anni, dopo essere stato beccato in auto ubriaco. Senza contare, poi, la volta che venne sorpreso a fare sesso in un bagno pubblico di Los Angeles. Bravata che gli costò, nel 1998, la condanna per atti osceni in luogo pubblico, con tanto di super multa (un milione e mezzo di dollari) e 80 ore di servizio sociale. Adesso, però, per lui si sono aperte le porte del carcere. Per un episodio dello scorso giu- gno: dopo aver bevuto e fumato spinelli, George è finito nella vetrina di un negozio con la sua auto. La star è arrivata in prigione due giorni fa. E ha passato una prima notte da incubo, condita da lacrime e singhiozzi. È stato sistemato nel braccio dei pedofili e dei “sex-offenders”, colpevoli di reati sessuali. Visto che lì può essere più controllato. A suon di musica l’accoglienza che ha ricevuto. Dopo aver subìto, come un criminale comune, una perquisizione corporale, i compagni di prigione lo hanno salutato cantando i suoi successi mentre entrava in cella. Cella della quale, però, il vip-galeotto non si può proprio lamentare. Stando al sito del “Sun”, George ha un letto a castello, una scrivania, una toilette e un boiler per scaldare bevan- de. E una finestra tutta per lui. Che, certo, si affaccia su un muro di mattoni e non su un parco, ma tant’è. Ovvio, due mesi sono lunghi. E per il cantante, che ha passato le prime 24 ore senza dormire e piangendo senza sosta, non si annuncia facile. Visto che, nel carcere inglese, questi due mesi probabilmente li passerà tutti. A differenza di Paris Hilton, che per guida in stato di ebbrezza dietro le sbarre nel 2007 c’è stata per 22 giorni, a dispetto dei 45 originariamente inflitti. Tutto, per buona condotta. O di Lindsay Lohan, che tra pianti e strepiti è stata condannata a 90 giorni per i suoi problemi di dipendenza la scorsa estate. Ma che in carcere ci ha passato solo dieci notti, per sovraffollamento delle prigioni della contea di Los Angeles. (libero)