Charlize, single da Oscar

Dopo la presunta fine della love story tra Brad Pitt e Angelina Jolie, cala il sipario anche su una delle coppie più stabili di Hollywood, l’attrice Charlize Theron e il suo compagno Stuart Townsend. La scintilla tra i due attori era scoccata nove anni fa, sul set del thriller Trapped, un anno prima che l’Oscar per Monster trasformasse la Theron in una stella da 12 milioni a film: «Quando in una coppia ci sono due attori – disse lei dopo aver ringraziato il compagno dal palco degli Oscar – ce n’è sempre uno che fa più carriera. È difficile non sentirsi un po’ in colpa per l’altro ». Eppure nemmeno le disavventure lavorative di Townsend, licenziato in tronco dal set de Il signore degli anelli e più recentemente anche da quello di Thor, erano riusciti a separare i due: «Ho perso il ruolo del re ne Il signore degli anelli, ma in cambio ho trovato la mia regina », disse Townsend prima di regalare alla Theron un antico anello vittoriano «che lei ha giurato di non levare mai». Due cuori e due capanne, un appartamento di quattro stanze sulle colline di Hollywood e una casa sulla spiaggia a Malibù, un giardino dove coltivare la terra e improvvisarsi agricoltori, dove fare «marmellate e saponi con la nostra frutta – diceva lei – e girare a piedi scalzi, mangiare bene, ridere e giocare». Trentaquattro anni lei, 38 lui, per i figli e il matrimonio non era ancora venuto il momento: «I bambini arriveranno prima o poi», diceva la Theron, «io e Charlize siamo come sposati, il matrimonio non ci serve», diceva fino a qualche mese fa Townsend. Poi la rottura: una vacanza di Natale in Messico finita prima del previsto, il ritorno da separati in America, lei nella casa di Hollywood e lui in quella sulla spiaggia. Lei che non indossa più l’anello, lui che si chiude nel no comment, i tabloid impazziti e un amico di famiglia che si lascia sfuggire la sentenza: «Non erano più amanti, erano come fratello e sorella. Per Charlize la loro storia d’amore ha fatto il suo corso. È finita: resta l’affetto, ma la passione non c’è più».