«Un’altra Striscia non nascerà mai»

Chissà se Antonio Ricci, oltre che di attualità, è appassionato di storia. Perché il suo Striscia la notizia fissa il suo 23° ritorno (17 anni di conduzione Greggio-Iacchetti) lunedì 20 settembre su Canale 5 ore 20.30, nel giorno del 140° anniversario della breccia di Porta Pia, e della presa di Roma. Per il tg cosiddetto satirico, ma in realtà più serio e implacabile di quelli ufficiali, la data è involontariamente simbolica: Ricci e la sua banda (riconfermata, dal biker Brumotti, da Militello a Staffelli, a Giampaolo Fabrizio alias Bruno Vespa, e tutti gli altri) non perde un colpo, fa breccia nelle notizie e nel cuore del pubblico televisivo nazionale. Così, a Milano, alla presentazione della nuova stagione, il guru di Striscia – quest’anno sottotitolata La voce dell’improvvidenza – sfoggia un sorriso soddisfatto e diabolico. E non solo perché aveva ordinato a Brumotti di saltare con la sua bici sopra un paio di giornalisti costretti a terra. «Striscia avrà le sue missioni in agenda – dice – Tra i tapiri da consegnare ce n’è uno pronto, che tengo segreto. Un tapiro che da tempo vogliamo assegnare è quello al ministro Gelmini. Finora non siamo riusciti ad acciuffarla». Sul caso Fini-Montecarlo precisa di essere «contro ogni forma di persecuzione», anche se ricorda che l’ex presidente di An «si arrabbiò con noi per il servizio sulla Tulliani ex di Gaucci solo per dar vita a un regolamento di conti che non gli riuscì. Tra l’altro fu Repubblica la prima a sparare la notizia, non noi». Insomma, la cavalcata di Striscia continua, e sempre in casa Mediaset: «Siamo un’anomalia d’indipendenza – spiega Ricci – oggi non so se una trasmissione come questa potrebbe nascere, qui o altrove. Il nostro successo col pubblico è la garanzia contro ogni pressione». Infine, una rivelazione: «Pochi sanno che noi non abbiamo un’esclusiva con Mediaset. Anni fa Zaccaria, quand’era ai vertici Rai, ci chiese di collaborare con loro. Io risposi: ”certo, ma dateci accesso agli archivi dei fuori onda Rai”. Tutto finì in niente». Accanto a Ricci, le due riconfermate veline Federica e Costanza distendono gambe infinite e tacchi da urlo: «A loro nessuno perdona niente mentre su Miss Italia nessuno fiata. Noi saremmo la sottocultura, mentre sulla tv pubblica vanno in onda pacchi e simil-pacchi». -leggo-