Afghanistan, nuova offensiva talebana

Con un messaggio ufficiale dell’Emirato islamico dell’Afghanistan, ma anche con le minacce contenute nelle «lettere notturne» distribuite fra la gente dei villaggi, i talebani hanno nuovamente lanciato oggi un guanto di sfida a governo, Onu e alla Coalizione internazionale, incitando al boicottaggio del voto per le elezioni legislative di sabato. Le autorità civili e militari afghane, comunque, relativizzano e sdrammatizzano il pericolo, ostentando sicurezza. «Si tratta di pura propaganda », ha detto il portavoce del ministero della Difesa, Zmaray Bashari, che ha ricordato come a differenza delle presidenziali dell’agosto 2009, questa volta «le forze di sicurezza nazionali saranno presenti in tutte e 34 le province del paese». Un sintomo delle tensioni è ovviamente l’accresciuta conflittualità in tutto il paese, dove solo ieri vi sono stati vari attentati in cui sono morti tre militari della Nato e numerosi civili, mentre l’azione dell’esercito afghano e dei soldati della Coalizione internazionale ha portato all’uccisione di numerosi insorti, fra cui alcuni comandanti locali. Nella loro presa di posizione i talebani sono comunque tornati a chiedere alla popolazione di boicottare il voto «voluto dagli Stati Uniti» avvertendo che per «il giorno in cui si svolgerà il processo illegittimo (delle elezioni)» sono state predisposte «alcune iniziative » – leggasi, attentati – per «far fallire gli obiettivi americani». «Per questa ragione – si dice ancora – stiamo facendo tutto quanto è nelle nostre possibilità per frustrare i progetti (elettorali) colonialisti degli invasori». Solo parole? Ne dubitano analisti e opinionisti. Ed anche solo ascoltando la gente della strada è netta la sensazione che l’Afghanistan si stia avviando nelle prossime ore verso una nuova prova della verità, in cui si misurerà la capacità dei talebani di incidere sulla volontà della gente nonostante i piani approntati da esercito.