New York, fumo vietato anche all’aperto

Ancora con l’accendino in mano? Che sia un fumatore di sigaretta, sigaro o pipa: alla larga da New York. Dopo aver bandito le bionde (nel senso del tabacco) da bar e ristoranti, il sindaco anti-fumo Michael Bloomberg vuole vietarlo anche in molti grandi spazi aperti: parchi, spiagge, aree pedonali e piazze come Times Squadre, Ocean Parkway a Brooklin e sulla Broadway nell’Upper West Side. La proposta di legge, che è stata votata ieri dal consiglio comunale, dovrebbe riguardare tutti i 1.700 parchi, campigiochi e aree verdi e 14 miglia (una trentina scarsa di chilometri) di spiagge cittadine, lungomare, porticcioli e aree pedonali. La proposta era stata avanzata l’anno scorso, ma il sindaco fu cauto nel valutarne l’impatto: ora, dopo che un sondaggio ha mostrato che il 65 per cento degli adulti di New York la pensa come lui, Bloomberg ha dato il via libera. Oltre al sondaggio, il sindaco ha commissionato uno studio al commissario alla salute Thomas Farley che lo ha sviluppato per mesi. Secondo la ricerca, una persona seduta a meno di 90 centimetri da un fumatore, sia pure all’aria aperta, subisce la stessa esposizione al fumo passivo che in una stanza chiusa sedendo alla stessa distanza rispetto a chi fuma. «Quando newyorchesi e turisti vanno nei parchi per una boccata d’aria fresca, in realtà – si legge – la forniscono loro al parco dai propri polmoni. A molte persone non piace che il loro respiro faccia da portacenere». Variegate le reazioni dei cittadini: c’è chi, come il programmatore 49enne Jack Regan, si chiede «dove fumo, in un buco nel muro?» e chi, l’insegnante yoga 28enne Lula Trainor, definisce «stupida» l’idea perchè «a un non fumatore, all’aperto, basta allontanarsi da chi ha la sigaretta in bocca». Non mancano i favorevoli come Melissa Sullivan, 32 anni, che sottolinea che «nel vicinato c’è un vero e proprio baby-boom. Come mamma, non voglio neanche che mio figlio veda fumare e penso che la proposta sia accettabile».