«Nascono due Fiat ambiziose»

È con un lungo applauso nel salone del Lingotto gremito dagli azionisti che la Fiat entra nell’era dopo Cristo, definizione cara a Marchionne. Dimenticate la vecchia Fiat monolitica degli Agnelli: da ieri, con l’approvazione del famigerato spin off da parte dell’assemblea degli azionisti a maggioranza schiacciante – ce ne sono due. La Fiat spa si occupa delle auto. L’altra è la Fiat Industrial, con dentro camion Iveco, macchine agricole Cnh e motori industriali. È la rivoluzione annunciata da Marchionne lo scorso 21 aprile in quello stesso salone, all’indomani dell’investitura di John Elkann alla presidenza del Gruppo. Ed è proprio il nipote dell’Avvocato a dire che «questa è un assemblea storica». «Nasceranno due Fiat, forti e ambiziose». Perché, dice, «in Fiat non abbiamo paura del futuro e vogliamo costruirlo». In realtà è il presente a far paura: ad agosto le immatricolazioni di auto Fiat sono crollate del 23,8%. Ma Marchionne, la mente dello scorporo, ha lo sguardo rivolto a domani e non si cura dei metalmeccanici del Cub che picchettano il Lingotto e lo accusano di raccontare fandonie e vendere fumo. Spiega l’ad: «La scissione permetterà all’azienda di iniziare un nuovo capitolo della sua storia. Finalmente l’auto potrà decidere il proprio destino senza preoccuparsi delle conseguenze per la Cnh». «Dopo la scissione, Fiat sarà un produttore competitivo su scala globale. Ora non abbiamo più bisogno di stampelle, la Fiat è artefice del proprio destino». Tutto grazie all’accordo con Chrysler: l’obiettivo del Lingotto è arrivare entro il 2011 al 35% della quota nella casa di Detroit. -leggo-