Scontro sui rom, Sarkò va avanti

La battaglia sui rom tra Francia ed Europa infiamma il vertice dei capi di Stato e di governo a Bruxelles. E si materializza in un duro scontro verbale tra Nicolas Sarkozy e il presidente dell’esecutivo europeo Josè Manuel Barroso. Il capo dell’Eliseo ha chiesto spiegazioni sulla decisione della Commissione di avviare una procedura d’infrazione contro la Francia. Barroso invece ha difeso l’operato del commissario Reding e il ruolo di sorveglianza dell’Ue, chiedendo di rinunciare al «populismo». Sarkozy ha poi smentito di aver usato toni duri nel confronto, ribadendo però che la Francia continuerà a smantellare «i campi illegali» sul proprio territorio. E trovando subito appoggio nel premier italiano Berlusconi, che ha ribadito la richiesta all’Ue di sentire gli stati membri prima di adottare misure. «Anche Angela Merkel mi ha detto che avvierà smantellamenti di campi in Germania» ha aggiunto Sarkozy, venendo però smentito poche ore dopo dalla stessa cancelliera tedesca, che ha poi sottolineato: «La Commissione Ue ha il diritto e l’obbligo di verificare se gli Stati membri rispettano le regole comunitarie». E sulla questione rom si accende lo scontro anche in Italia. «Sì, Sarkozy sta facendo bene sulle espulsioni, la maggior parte dei furti li fanno i rom» tuona Bossi. «Invece di prendersela con loro, si occupi di altri ladroni ai quali sono state aperte autostrade con norme approvate in Parlamento» gli ribatte il leader Pd Bersani. Insomma, se la maggioranza tifa Sarkozy, l’opposizione è tutta dalla parte della Reding. -leggo-