Crisi Roma, ko anche col Bayern

Finisce come molti allibratori avevano pronosticato e come, purtroppo, ci si doveva aspettare dopo la batosta di Cagliari. Dentro l’Allianz Arena, stadio che invidiamo al Bayern Monaco per come è strutturato (e forse anche per la compostezza dei tifosi), l’undici di Van Gaal vince 2-0 al debutto nel girone E di Champions league contro una squadra, la Roma, che se non è malata come annotato in Sardegna è per lo meno convalescente. Due a zero, con reti infilate nella porta difesa da Julio Sergio solo negli ultimi dodici giri di lancetta d’orologio. Al minuto numero 79 Müller azzecca il gol che si sogna generalmente una vita quando infila il palo lontano con un tiro a effetto dal limite dell’area destra della Roma; poi, all’83’, ecco il 2-0 griffato da Klose, che lesto lesto segna in acrobazia, ma da due passi. L’istantanea del match è racchiusa in questi due fotogrammi, anche perché il primo tempo era stato d’una noia indicibile e la prima parte della ripresa s’era contraddistinta per gli esaltanti interventi di Julio Sergio – tra i migliori in campo dei romanisti – che aveva impedito ai bavaresi di segnare prima di quanto poi avvenuto. Manca la genialità Siamo schietti, la Roma ha meritato di perdere: ha visto la porta di Butt in un paio di occasioni, sempre con Borriello, e ha praticamente giocato la quasi totalità del match tenendo la squadra “sotto palla”, segno evidente che Claudio Ranieri era sbarcato in Germania seguendo la filosofia del “primo non prenderle”. Gli è riuscito fino a un quarto d’ora dalla fine, chiudendo i varchi agli antagonisti di turno anche grazie all’inserimento di Brighi, che ha sostituito l’effervescente ma a volte poco palpabile Menez. Nervoso Totti, sottotono De Rossi: senza la genialità dei suoi due assi la Roma perde molto peso specifico, fermo restando il fatto che si gioca in undici. Ma ieri sera in undici hanno giocato quelli di Bayern Monaco, che seppur senza l’acciaccato Robben e lo squalificato Ribery, hanno costruito buone trame di gioco e aggirato alla resa dei conti la Maginot innalzata davanti a Julio Sergio. Peccato solo che la squadra abbia giocato a scartamento ridotto. È finita meglio che a Cagliari, con questa Roma bisogna accontentarsi, ma la crisi c’è eccome. La Champions dei giallorossi è iniziata allo stesso modo del campionato: in salita.