Peschereccio, tentativo di abbordaggio con raffiche di mitraglia

Terzo giorno di polemiche, ieri, sull’attacco a colpi di mitragliatrice che un peschereccio di Mazara del Vallo ha subito domenica da una motovedetta libica che portava a bordo anche dei finanzieri italiani. Dopo la replica del comandante del motopesca Ariete al Ministro Roberto Maroni che aveva parlato di «un incidente », e la richiesta della Cei e dell’opposizione a non accontentarsi delle scuse presentate da Gheddafi, questa volta ad alzare la voce è stata la Lega. «Alla luce della sparatoria di domenica sera, le scuse del governo Gheddafi non bastano e l’Italia deve pretendere di più». Mentre il governo si appresta a riferire in Parlamento, Stefano Stefani, presidente leghista della commissione Esteri chiede che «vengano ridefinite le regole di ingaggio e finalmente si risolva una volta per tutte la questione delle acque internazionali fra Italia e Libia. Poiché i pescatori italiani spesso sconfinano perché il confine delle acque non è chiaro». Si è chiusa, intanto, l’ inchiesta sulla vicenda condotta dal Viminale che ha stilato un verbale della riunione d’inchiesta: non risulta alcun inseguimento del peschereccio italiano da parte della motovedetta. «Si è trattato di un assalto bello e buono, di un tentativo di abbordaggio che è proseguito per circa tre ore, anche dopo la nostra fuga, con raffiche di mitraglia» ha replicato ancora il comandante dell’Ariete Gaspare Marrone, già ascoltato da magistrati della Procura di Agrigento. -dnews-