Fini: sì al divieto di burqa La Lega prepara la legge

La decisione del Parlamento francese di vietare il burqa nei luoghi pubblici piace a Gianfranco Fini. Per il presidente della Camera si tratta di un provvedimento «giusto, opportuno e doveroso », perché è «sulla base della nostra Costituzione che deve essere tutelata la dignità della donna» e garantita la «convivenza civile a prescindere dalla religione professata». L’affermazione, nonostante i dissensi degli ultimi mesi, è stata ampiamente condivisa dai parlamentari del Carroccio che hanno tuonato: «Il 17 settembre presenteremo un ddl esattamente identico alla legge francese». In realtà, in Italia, un provvedimento simile già esiste: la legge sulla sicurezza, che vieta di circolare in pubblico con il volto coperto, è in vigore dal 1975. «Basterebbe applicarla », hanno ribadito la senatrice Pd Vittoria Franco e il ministro Giovanna Melandri (Pdl). Dello stesso parere anche il leader Udc Pier Ferdinando Casini, secondo il quale un simbolo religioso non può «mettere a rischio la sicurezza né comprimere i diritti fondamentali delle donne ». E, infatti, c’è chi in Italia questa legge l’ha già applicata. Gianluca Buonanno, sindaco di Varallo Sesia (Vercelli), da un anno ha proibito il burqa nel suo comune: «Varallo è de-islamizzato», specifica. «Il vero problema – spiega Adnane Mokrani, docente di islamistica all’università Gregoriana – è che le donne musulmane hanno bisogno di aiuto per integrarsi e l’approccio giuridico può complicare le cose». -leggo-