Il Milan non vince più’

Terzo flop del Milan in 7 giorni: 1-1 col Livorno, è agganciato dalla Roma. Mou ringrazia. Una colossale occasione sprecata. Il Milan si fa bloccare sull’1-1 dal Livorno a San Siro perdendo l’opportunità di accorciare le distanze dall’Inter, ora a + 8 dopo le due sberle del derby. Evidentemente la sconfitta contro i nerazzurri ha lasciato più di una tossina nella gambe degli uomini di Leonardo, apparsi ben lontani dalla gioiosa macchina da guerra che aveva steso sotto una valanga di gol Genoa e Siena e si apprestava a riprendersi un ruolo da assoluta protagonista in campionato. Ora i rossoneri, alla terza partita (Coppa Italia compresa) non vinta in 7 giorni, devono non solo sperare di recuperare in fretta l’entusiasmo e la verve che avevano fatto celebrare Leonardo da critica e tifosi, ma anche cominciare a guardarsi alle spalle con la rimonta della Roma, che li raggiunge a quota 41 punti al secondo posto in classifica. Contro il Livorno il Milan comincia bene, nonostante le assenze di Pirlo, Seedorf e Pato. Ma che le cose non siano destinate ad andare come il pubblico di San Siro era stato abituato lo si capisce subito. La manovra appare lenta e solo il guizzo di Ronaldinho, l’unico della partita con un palo clamoroso a Benussi battuto, ridà la carica alla squadra, che trova il gol con un tiro a porta vuota di Ambrosini dopo un errore per portiere livornese. Nella ripresa si rivede in campo Huntelaar, che subentra a Borriello dopo un brutto colpo alla testa in area livornese, e l’approccio alla gara dell’olandese fa più che ben sperare. In pochi minuti l’attaccante blindato da Galliani e coccolato da Leonardo scalda per tre volte le mani a Benussi. Ma il pareggio del Livorno segnato da Lucarelli e causato dalla scarsa aggressività del controcampo milanista e da un’ingenuità del duo Favalli-Thiago Silva, ribalta le carte in tavola trasformando il Milan nella squadra eliminata dall’Udinese in Coppa Italia. I rossoneri sono volenterosi ma poco propositivi, hanno difficoltà a dare continuità l’azione e a pungere nonostante i tentativi sbilenchi di Ronaldinho in giornata no. L’ingresso tardivo di Inzaghi non migliora le cose, né consente al Diavolo di recuperare, come è necessario, l’entusiasmo e l’imprevedibilità che lo rendevano un’arma letale.