Il comandante del motopesca: «Inseguiti per 5 ore dai libici»

Inseguiti per 5 ore dalla motovedetta libica, che ha aperto il fuoco ripetutamente a intervalli di un’ora tra ogni raffica. E’ quanto risulta dalla dichiarazione di Gaspare Morrone, il comandante del peschereccio Ariete: «Dopo la prima raffica delle 18.10 – sostiene Morrone – ho cambiato rotta ripetutamente per evitare la collisione. Tutto ciò proseguiva fino alle 21 circa, dopo 4 raffiche in tutto. Alle 23 la motovedetta ha sospeso l’inseguimento ». Di fatto il racconto del comandante smentisce del tutto la ricostruzione dei fatti riportata dal verbale della riunione d’inchiesta voluta dal Viminale. Secondo il documento i libici avrebbero aperto il fuoco alle 19.25 prima in aria, poi in acqua e poi contro lo scafo. Alle 20 l’unità militare libica avrebbe deciso «di interrompere l’azione – si legge nel verbale – in attesa di ordini da parte delle autorità». Sulla vicenda la magistratura ha aperto un’inchiesta per tentato omicidio plurimo. -leggo-