Immenso Nadal, ora è tra i miti

“King of the Hill”. Come nella celebre canzone “New York New York”, Rafael Nadal è salito in cima diventando il Re della Grande Mela. Dopo il rinvio per pioggia nella notte italiana tra lunedì e martedì lo spagnolo ha vinto la finale degliUs Open superando Novak Djokovic per 6–4, 5-7, 6–4, 6-2 diventando il settimo giocatore ad aver vinto almeno una volta in tutti e quattro i tornei dello Slam. Il maiorchino conferma di aver raggiunto la maturità sportiva a soli 24anni. Anche contro un avversario in forma e determinato nel voler vincere il suo secondo torneo major Nadal non ha mai perso il filo del suo tennis, fatto non solo di potenza e agilità ma anche di un bagaglio tecnico che con il tempo continua ad ampliarsi e perfezionarsi. A titolo di esempio basta guardare il rovescio in back diventato un’arma determinante permettere indifficoltà l’avversario di turno. La partita col serbo, che frutta il terzo slam dell’anno ed il nono titolo del 2010, è stata di altissimo livello, con scambi prolungati nonostante la potenza delle due “bocche da fuoco ”ma l’equilibrio si è mantenuto fino al 5-4 per il numero uno del mondo nel terzo set. Lo spagnolo è rientrato dal 15-30 sul suo servizio e da quel momento il match ha girato a suo favore tanto da chiudere rapidamente l’ultima partita. «Ho solo 24 anni: per me èun sogno essere già riuscito a vincere tutti e quattro i tornei dello Slam – ha spiegato il vincitore dopo aver ricevuto l’assegno da 1,7 milioni di dollari ed aver morso, come da tradizione, il trofeo -. È una sensazione incredibile, ho lavorato davvero tanto nella mia vita ma non avrei mai creduto di riuscirci adesso ». Molti ora si aspettano un attacco ai record di titoli major vinti da Federer: «Sedici titoli sono un traguardo lontanissimo, non ha senso pensarci ora. I paragoni con Roger sono stupidi: i numeri dicono che lui in questo momento è il migliore. Io mi godo i miei trofei, non avrei mai pensato di conquistare tutti gli Slam». -dnews-