Francia, il no al burqa è legge

«Non c’è posto in Europa per la discriminazione basata sulle origini etniche o di razza».Sono le dure le parole con cui Viviane Reding, vicepresidente della Commissione Ue con delega per la Giustizia dei Diritti umani, annuncia l’avvio di una procedura di infrazione contro il governo francese, a seguito delle procedure di espulsione a cui sono stati sottoposti i rom. «Raccomanderò al presidente Barroso di procedere d’urgenza, così non perderemo tempo – ha dichiarato la Reding -. Aspetto di poter procedere nelle prossime due settimane». La Commissaria ha usato parole molte nette verso l’attitudine del governo francese: «La mia pazienza sta arrivando al limite, quando è troppo è troppo» sottolineando di voler procedere in questo modo anche nei confronti di altri Stati membri «piccoli o grandi», che agissero contro il diritto comunitario. La procedura di infrazione sarà motivata dalla «applicazione discriminatoria della direttiva europea sulla libera circolazione» e dalla mancanza delle garanzie personali per le persone espulse. Nel frattempo il senato francese ha approvato in via definitiva il divieto per le donne di indossare il velo islamico integrale nei luoghi pubblici. Le donne non potranno più portare il burqa e il niqab in negozi, parchi, scuole, ospedali, mezzi di trasporto, pena un’ammenda di 150 euro per i trasgressori o un anno di carcere e 30mila euro di multa per chi costringerà una donna ad indossare il velo.