Il gruppo salva-governo verso il naufragio

«Meglio soli che male accompagnati». Il gruppo di responsabilità nazionale che avrebbe il compito di compensare il voto dei finiani in Parlamento non decolla e Francesco Nucara, al quale il Cavaliere ha affidato il compito di condurre le trattative, getta la spugna. «Non credo che il gruppo si sia dissolto come non ho mai creduto che si fosse formato. Berlusconi è per sua natura ottimista, io per mia natura sono pessimista» ammette il deputato repubblicano, che due giorni fa aveva annunciato l’imminente nascita del gruppo dei ”Responsabili” (20 deputati) e ieri, dopo una impietosa raffica di defezioni, è stato costretto a fare marcia indietro. Lo ha fatto davanti alle telecamere del Tg3, dove ha scaricato sul premier la responsabilità del flop: «Non ci sono nomi in particolare… Berlusconi mi ha detto alcune cose che a mio avviso erano sbagliate. Gli ho detto: questo nome cancellalo perché non verrà mai con noi. Ma i nomi erano molti più di 20». Il premier, insomma, ha creduto di poter convincere un gran numero di deputati e adesso si trova stretto tra due fuochi: i mugugni della Lega, che ha subito contestato la creazione di un gruppo in Parlamento anti- Bossi, e lo scatto d’orgoglio dei finiani, che promettono lealtà al governo ma alzano la posta in vista del voto di fiducia che ci sarà fine mese. «Il 28 settembre si dimostrerà che noi finiani siamo determinanti e, come abbiamo sempre detto, che siamo parte integrante di questa maggioranza, non soltanto dal punto di vista numerico ma anche e soprattutto politico » risponde il deputato di Futuro e libertà, Carmelo Briguglio, ai cronisti che gli chiedono un commento sul tentativo di dare vita al gruppo anti- Fini. Che il progetto sia destinato a rimanere solo un’illusione lo si capisce prestissimo. L’altolà più significativo arriva dal segretario regionale dell’Udc siciliana, Saverio Romano, che non esclude di votare la fiducia al premier ma dice no al nuovo gruppo: «Non conosco l’onorevole Nucara e non so cosa stia facendo. Faccio tanti auguri a lui e al suo gruppo dei 20. Io resto nell’Udc ». I no sono tantissimi. La Svp (minoranze linguistiche) si dichiara «fuori dai blocchi» mentre i Liberaldemocratici fanno notare che nessuno ha chiesto loro di entrare nel gruppo e aggiungono che sul voto di fiducia decideranno «dopo aver visto il programma del governo». Distinguo e precisazioni giungono anche dai 5 deputati di NoiSud, che prima di parlare di un gruppo vogliono incontrare Berlusconi e liquidano con toni sprezzanti il tentativo di Nucara: «Non ci rappresenta e non siamo mercenari». Il Cavaliere sarà costretto a navigare a vista? Italo Bocchino ricorda che Fini è stato insieme a Berlusconi il cofondatore del Pdl ed invita la maggioranza «ad andare avanti fino alla fine della legislatura sulle sue tre gambe: Pdl, Lega e Fli». Ma i problemi non riguardano solo la maggioranza. L’Udc potrebbe infatti perdere alcuni pezzi. I siciliani che fanno capo a Totò Cuffaro e Calogero Mannino daranno filo da torcere a Pier Ferdinado Casini, accusato di essere troppo sbilanciato a sinistra. Ed è per questa ragione che molti esponenti siciliani (pur non parlando apertamente di strappi o di scissioni) fanno capire che se Casini non cambierà rotta potrebbero votare la fiducia a Berlusconi «per il bene del Paese». Calogero Mannino mette subito in chiaro la situazione: «L’Udc siciliana, con i propri voti, ha permesso a Casini di rimanere in Parlamento». (ilpiccolo)