Cortei, Alemanno batte cassa

«Il Comune è intenzionato a usare tutti gli strumenti giuridici a sua disposizione». Suona come un aut aut quello lanciato ieri dal sindaco Gianni Alemanno al prefetto Giuseppe Pecoraro, cui, in una lettera, ha specificato le linee guida capitoline in materia di cortei. La richiesta è chiara: intesa rapida su un protocollo rigoroso o il Sindaco farà quanto in suo potere come commissario straordinario alla mobilità. Alemanno prevede al massimo un corteo al giorno e cinque percorsi possibili, tre da piazza della Repubblica a piazza di Porta San Giovanni, piazza Madonna di Loreto o piazza Bocca della Verità. Quest’ultima è l’arrivo dei cortei dall’Esquilino e la partenza per piazza Navona. Limiti pure per la periodicità, «dal venerdì pomeriggio alla mattina del lunedì e il giovedì pomeriggio». Negli altri giorni, da piazzale dei Partigiani al Circo Massimo. Sono esclusi da tali limiti «scioperi generali delle confederazioni sindacali nazionali più rappresentative, manifestazioni politiche di rilevanza nazionale, primo maggio, 25 aprile e manifestazioni studentesche». Limiti pure per i sit-in,, concessi solo in otto piazze. I costi, secondo Alemanno, «non possono ricadere sui cittadini romani. Le associazioni politiche e sindacali devono contribuire a sostenere le spese dei servizi che vanno anche a tutela dei loro associati e sono obbligatoriamente previsti per motivi di sicurezza» e pulizia. Esclusi dal pagamento «organizzatori di manifestazioni giovanili, studentesche e quelle che prevedono la partecipazione di fasce sociali deboli». «Le richieste del Sindaco sono state accolte – spiegano in Prefettura – ora attendiamo quelle delle altri parti interessate, con l’obiettivo di lavorare bene e rapidamente a un piano efficiente e largamente condiviso». -leggo-