Dolci di Natale al veleno

Uova marce accatastate a milioni. Topi e colombi a spasso tra i bancali di merce. Insetti e feci a corollario. Tutto pronto per entrare nella catena alimentare. E nelle pance di milioni di italiani. Non fosse stato per il tempestivo intervento dei Nas di Padova, il nucleo anti sofisticazione dei carabinieri e del reparto analisi di Roma, che ieri hanno messo i sigilli in uno dei due stabilimenti di un’azienda veronese, la Adn Group, controllata dalla F.lli Monaldi Spa con sede nella capitale e nelle Marche. Il bilancio finale parla di 10 milioni e 300mila uova sequestrate per un controvalore di circa 2 milioni di euro. Uova che dovevano diventare, dopo il processo produttivo, materia prima per famose aziende dolciarie per produrre panettoni, pandori, merendine, pasta all’uovo e vari prodotti da forno. Ma che grazie ai carabinieri saranno incenerite. Cinque anni fa, la stessa azienda (ceduta dopo lo scandalo dal vecchio proprietario alla Adn Group) era finita al centro di un’inchiesta della Procura di Bologna. Il motivo? Lo stesso: uova marce e topi. Aggravato dal fatto che si ipotizzava un’associazione a delinquere che aveva coinvolto molti soggetti, dato che il business era notevole. Una bufera alimentare sfociata all’epoca in una trentina di arresti e un lungo processo. Finito a tarallucci e vino. Visto che l’inchiesta era stata smontata e archiviata con pene minime. Oggi accade più o meno lo stesso. I Nas hanno chiesto all’Autorità sanitaria l’inibizione all’uso dell’intera linea di lavorazione, «fino a quando i normali criteri igienici saranno regolati». Tempestivo ieri in serata il comunicato della Melegatti, unica azienda che ha voluto rassicurare i propri clienti ed elogiare il lavoro svolto dai carabinieri «a cui – ha detto la presidente Emanuela Perazzoli – siamo davvero grati». -leggo-