Per “Avatar 2”in 3D Cameron vuole un super-sommergibile

L’ambizione non si ferma davvero mai. James Cameron si è messo in testa di usare un sottomarino di profondità estrema, la cui costruzione è stata affidata ad ingegneri australiani, per il sequel del film in 3D ‘Avatar’. A quanto riferisce oggi The Australian, avendo deciso di ambientare il sequel della pellicola nelle acque turbolente di Pandora, Cameron si prepara a discendere nella Fossa delle Marianne nel Pacifico, profonda fino a 11 mila metri. Gli scienziati australiani che collaborano con Cameron hanno da poco visitato a San Francisco la Hawkes Ocean Technologies, che ha costruito un sommergibile di simili caratteristiche per l’avventuroso miliardario Steve Fossett, poco prima che morisse in un incidente aereo nel 2007. L’imbarcazione a due posti, un cilindro munito di pinne, attrezzato con le più avanzate telecamere 3D disegnate da Cameron, è completato a metà, ha detto al quotidiano il regista, che spera di cominciare entro l’anno i preparativi per l’immersione. La Fossa delle Marianne è stata visitata dall’uomo solo unavolta. Nel 1960 il sommergibile Trieste con Jacques Piccard eDonald Walsh, impiegò 5 ore per raggiungere il fondo, dove trascorse 20 minuti. Cameron, che con il primo capitolo di “Avatar ” ha guadagnato circa 350 milioni di dollari Usa, ha il denaro e la passione per tornare sulle tracce del Trieste. La sua ossessione per le profondità degli oceani si è manifestata non solo nel suo ‘Titanic’ e nei documentari derivati, ma anche nel suo ‘The Abyss’ del 1989. Non solo: il mese scorso ha trascorso il 56/mo compleanno in un sommergibile russo discendendo a 1500 metri di profondità in fondo al Bajkal, il lago di acqua dolce più profondo del mondo. Sarà che il mancato Oscar non gli è andato proprio giù. -dnews-