Donna decapitata dall’ascensore

Vittima della propria imprudenza, del destino assurdo ma forse anche, secondo quanto stanno accertando gli investigatori, della negligenza del datore di lavoro. Piera Pronti, 46 anni, addetta alle pulizie delle scale condominiali di un palazzo in via Corvisieri, a piazza Bologna, è morta ieri mattina a mezzogiorno dopo essere stata colpita alla testa dall’ascensore che scendeva mentre lei, arrampicata su una scala, si trovava protesa con uno straccio nelle mani oltre la rete di protezione dell’impianto, alta tre metri.
Piera Pronti, originaria di Sgurgola, in provincia di Frosinone, sposata e madre di tre figli, cassintegrata, è morta sul colpo, per la rottura dell’osso del collo. Straziante la scena di chi ha assistito alla tragedia. Con lei c’era sua sorella, come la vittima dipendente della ditta Mcs con sede a Sgurgola: «Non mi lasciare! Hai tre figli!», l’hanno sentita urlare disperata. Da quanto ricostruito dai carabinieri, l’incidente è avvenuto perché una residente nel palazzo, dopo aver chiamato al quinto piano l’ascensore e avendolo trovato occupato, una volta scesa a piedi fino al quarto e avendo lì notato che la porta della cabina era aperta, si era infilata nel vano e aveva premuto il pulsante. In quel momento Piera Pronti era al III piano e qualche istante dopo è successo l’irreparabile.
Ora, sulla vicenda indaga il pm Barborini, per il reato di omicidio colposo, al momento contro ignoti: da accertare la eventuale responsabilità della ditta Mcs, visto non c’era alcun cartello che segnalava quei lavori né era stata staccata all’ascensore la corrente. -leggo-