Libri, i soldi non bastano mai

Studenti romani al verde, il caro libri gli svuota le tasche. La denuncia arriva dal collettivo SenzaTtregua: «Più di una scuola su due sfora il tetto ministeriale». Un’analisi effettuata sui prezzi dei libri richiesti in 80 scuole superiori della Capitale, per un totale di 2129 classi passate al setaccio, ed un risultato che parla chiaro: il 56,88% delle classi supera il tetto massimo di spesa imposto dal Ministero, si tratta di ben 1211 casi. Per il Miur un corso di studi di 5 anni al classico o allo scientifico non deve gravare sulle famiglie rispettivamente più di 1491 e 1405 euro, secondo Senza Tregua si arriva invece a spendere 1589 e 1585 euro. Al classico si supera il tetto in media di 29 euro, all’artistico di 38 euro, allo scientifico di 36, al linguistico e al magistrale di 15, va meglio negli istituti tecnici e professionali dove la media di spesa scende sotto il tetto di un euro circa. I licei più “spendaccioni” sono tra i classici il Tacito e tra gli scientifici l’Ilaria Alpi, entrambi con una media di 55 euro oltre il tetto , mentre il picco degli sforamenti si registra al Giulio Cesare nell’89% delle classi, allo scientifico Primo Levi nel 90%, all’istituto per geometri Toscanelli nell’85,7% ed al Giulio Verne nell’86,36%. L’anno di studi più costoso invece sembra essere il primo, anche se si registra un elevato aumento nei libri dell’ultimo anno: il IV ginnasio più caro di Roma è al Vivona con 89 euro di sforamento a cui seguono Albertelli e Plauto, stessa alta quota per il primo liceo allo scientifico Cannizzaro seguito da Plinio, Avogadro e Kennedy, picchi anche al tecnico agrario Garibaldi con 100 euro in più per il primo anno o al professionale Confalonieri con 47 euro oltre il tetto. -leggo-