Gli amici libici fanno fuoco

Strage sfiorata e diplomazie al lavoro per rinsaldare i rapporti Italia-Libia dopo che una motovedetta libica, domenica notte, ha sparato su un peschereccio italiano. Un caso di fuoco amico, si potrebbe dire, perché a mitragliare l’Ariete, motopesca della flotta di Mazara del Vallo, è stata una delle sei imbarcazioni della Guardia di finanza consegnate dall’Italia alla Libia – sulla base di accordi tra i due Paesi, del 2007 e dell’anno scorso – per contrastare l’immigrazione clandestina. A bordo della quale c’era anche sei osservatori italiani, tra i quali due militari. Prima dell’abbordaggio, l’equipaggio del motopeschereccio ha sentito distintamente urlare, in italiano: «Attenzione che questi sparano». Subito dopo la pioggia di fuoco. I colpi di mitraglia, sulla fiancata, hanno sfiorato le bombole di gas presenti a bordo, ma fortunatamente l’equipaggio è rimasto incolume. Ariete stava navigando in acque extraterritoriali. L’assalto sarebbe avvenuto a 31 miglia da Al Zawara, centro libico al confine con la Tunisia, all’interno del golfo della Sirte. Una zona che le autorità di Tripoli, nonostante le norme del diritto marittimo internazionale, continuano a considerare di propria esclusiva competenza. Ariete, sfuggito all’abbordaggio, ha poi proseguito la navigazione verso Lampedusa, dove è arrivato nella prima mattinata di lunedì. Il 10 giugno scorso, tre pescherecci di Mazara erano stati sequestrato dai libici. Per il rilascio, tre giorni dopo, s’è dovuto impegnare personalmente il premier Berlusconi. -leggo-