«Alle urne tra tre anni» Ma Maroni avverte: solo con fiducia piena

Niente elezioni, urne solo tra anni, lealtà da parte dei finiani e la fiducia in Parlamento sui cinque punti entro la fine del mese. Questo in estremasintesi il lungo faccia a faccia di ieri del premier Berlusconi con i giovani del Pdl alla festa Atreju. Ma il ministro Maroni già avverte: «Se ci saranno i 316 voti di fiducia Berlusconi andrà avanti; se no si deve dimettere», mentre il presidente dell’Udc Casini, i cui elettori secondo il premier voteranno in dissenso col leader, specifica chiaramente: «senza le dimissioni del governo non ci interessa l’aggiungi un posto a tavola». Il premier ha anche toccato i temi della corruzione e delle intercettazioni, criticando la linea di molte testae giornalistiche. «I giornali della sinistra – ha detto – hanno messo in giro questa idea, ma non c’è nessuna Tangentopoli, nel nostro partito abbiamo individuato i mascalzoni e li abbiamo cacciati». E sulle intercettazioni ha detto: «Tutte le volte che allungo la mano sul telefono non mi sento di vivere in un paese civile in cui è garantita l’inviolabilità delle conversazioni». Il segretario del Pd Bersani, in chiusura della Festa democratica a Torino, ha parlato di una crisi conclamata all ’interno della maggioranza che dovrebbe spingere l’esecu – tivo alle dimissioni e all’opportunità di un governo di transizione per permettere una riforma della legge elettorale. Bossi invece dalla Festa dei Padani di Venezia ha accelerato sul Federalismo: presto i ministeri al Nord, ha assicurato versando acqua del Po sul capo dei ministri Calderoli e Zaia. -dnews-