Casini: «Il premier si dimetta»

Nessun soccorso al governo. Anzi, un invito perentorio a Berlusconi: «Si dimetta e poi si potrà aprire una nuova stagione politica». Da Chianciano, in una sorta di botta e risposta a distanza con Atreju, Pier Ferdinando Casini chiude la tre giorni della festa Udc sbattendo la porta in faccia alla maggioranza in crisi: «Berlusconi ci ha offerto di tutto ma non siamo ai saldi di fine stagione – attacca il leader centrista – la politica dell’aggiungi un posto a tavola non ci interessa». Le parole pronunciate a Roma da Berlusconi («i centristi saranno con me anche contro i loro leader») indispettiscono la platea Udc: piovono fischi e qualche «buffone» all’indirizzo del premier. E Casini rincara la dose: «Berlusconi passi dal delirio di autosufficienza al riconoscimento che non ha più una maggioranza e si dimetta», ribadendo possibili convergenze «sulle buone leggi» e rilanciando l’idea di «un governo di responsabilità nazionale». La campagna acquisti in parlamento non funzionerà, fa capire il leader Udc con metafora calcistica: «Se Berlusconi pensa che comprando Ibrahimovic vince il campionato, non è così. Come dimostrano i risultati». E Casini azzarda anche una previsione sui numeri: «Berlusconi non riuscirà a mettere in piedi il gruppo di responsabilità di 20 deputati». È un attacco a tutto tondo, quello sferrato da Casini contro il premier, che non risparmia le amicizie internazionali: «Berlusconi frequenti di più il Sud e vada alla Fiera del Levante piuttosto che alle corti di Putin e Gheddafi dove non c’è nulla da imparare». Poi, la rivendicazione dell’appartenenza «al centro» e «mai a sinistra». Con o senza finiani: «Quanto accade a Gianfranco Fini o al Pd non ci riguarda», sottolinea Casini, ricordando comunque che per il terzo Polo «i lavori sono in corso e ognuno metterà la sua pietra». Con un obiettivo dichiarato: «Difendere l’identità cristiana, le nostre radici». Rutelli è già pronto, Fini chissà. -leggo-