Tre operai morti soffocati nella ditta senza infortuni

La Dsm tagliava il traguardo dei 362 giorni con zero incidenti. Ma i tre operai addetti alla manutenzione muoiono soffocati in un silos. L’indignazione di Napolitano. Adesso suona quasi come una beffa il cartello posto all’ingresso dello stabilimento chimico-farmaceutico Dsm di Capua, in provincia di Caserta, sul quale si contavano i giorni trascorsi senza infortuni sul lavoro: 362. Quasi un vanto per l’azienda. Fino a ieri quando alle 9.30 del mattino le esalazioni tossiche all’interno di un silos profondo 12 metri non hanno lasciato scampo a Giuseppe Cecere, 50 anni, sposato e padre di tre figli, residente a Capua, Antonio Di Matteo, 63 anni, di Macerata della Campania e Vincenzo Musso, 43 anni, di Casoria (Napoli). Per recuperare la salme i soccorritori hanno dovuto introdurre dell’ossigeno all’interno perché le esalazioni, appunto, erano troppo forti. Quando è scattato l’allarme per chiedere soccorso ai vigili del fuoco ormai per i tre operai non c’era più nulla da fare. Stavano smontando un ponteggio all’interno del silos «Fermentazione 2». Si tratta di quei ponteggi che consentono agli operai di effettuare la manutenzione. Un operazione quasi di routine, fatta tante altre volte. Due dei tre lavoratori sono stati colti immediatamente da malore mentre il terzo, Giuseppe Cecere, nel tentativo di soccorrere gli altri due è precipitato in fondo alla vasca restando privo di sensi. Lavoravano per conto di una ditta edile di Afragola, la Erricchiello. Cosa è accaduto? Erano state osservate tutte le prescrizioni sulla sicurezza? A queste domande dovranno rispondere le indagini dei carabinieri del comando provinciale di Caserta, coordinati dal sostituto procuratore di Santa Maria Capua Vetere, Donato Ceglie. Il magistrato, che procede per omicidio colposo plurimo, si è recato sul posto per seguire da vicino i primi accertamenti dei militari, dei tecnici dell’Asl e dell’ispettorato del lavoro ma non è escluso che nei prossimi giorni si avvarrà della consulenza di alcuni esperti docenti universitari per verificare se ci siano state delle inadempienze. «Morire così non è possibile», ha commentato sgomento il questore di Caserta, Guido Longo, lasciando il luogo della tragedia. Una tragedia che ha riacceso lo scontro politico tra maggioranza e opposizione e sulla quale con toni durissimi è intervenuto anche il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che si è detto indignato per il ripetersi di incidenti mortali «causati», scrive in una nota, «da gravi negligenze nel garantire la sicurezza». Poi l’auspicio nel confidare «nella rapidità e nel rigore degli accertamenti da compiere e nella definizione delle normative di garanzia da adottare e far rispettare». Il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi sottolinea invece di essere colpito dal fatto «che ancora una volta siano vittime di infortuni gravi o mortali nel lavoro coloro che operano in appalto specificamente nei servizi di manutenzione». Il Pd invece se la prende con il ministro dell’Economia Tremonti, il quale, affermano i senatori Paolo Nerozzi e Luigi Zanda, «proprio due giorni fa ha nuovamente avanzato la proposta di “sburocratizzare” la normativa sulla sicurezza sui luoghi di lavoro e di differenziarla tra piccola e grande impresa, come se il valore della vita umana perda di peso se si lavora in una piccola azienda». (libero)