Il Pil italiano cresce meglio delle attese

L’Istat rivede al rialzo le stime sul Pil nel secondo trimestre che, secondo i dati comunicati oggi, è salito dello 0,5% rispetto al trimestre precedente (dal +0,4% della stima preliminare resa nota lo scorso 6 agosto) e dell’1,3% (da +1,1%) rispetto al secondo trimestre del 2009. Secondo l’Istat la crescita acquisita per il 2010 è ora pari al +0,9% (da +0,8%). L’aumento congiunturale dello 0,5% rappresenta la variazione più alta dal secondo trimestre 2006 mentre il dato tendenziale del +1,3% rappresenta l’incremento più elevato dal terzo trimestre 2007. In termini congiunturali le importazioni di beni e servizi sono cresciute dello 0,8%, il totale delle risorse (Pil e importazioni di beni e servizi) dello 0,5%. Dal lato della domanda, le esportazioni sono aumentate del 3,3% e gli investimenti fissi lordi dell’1,3%; i consumi finali nazionali sono saliti dello 0,1%. Nell’ambito dei consumi finali la spesa delle famiglie residenti e’ rimasta stazionaria, quella dell’Amministrazione Pubblica e delle Istituzioni sociali private è aumentata dello 0,4%. L’aumento degli investimenti, prosegue l’Istat, e’ stato determinato da una crescita del 3,9% degli investimenti in macchine, attrezzature e altri prodotti e del 2,6% delle spese per mezzi di trasporto, mentre gli investimenti in costruzioni sono diminuiti dello 0,9%. In termini tendenziali le esportazioni sono aumentate del 9,2%, le importazioni dell’8,2%. La spesa delle famiglie residenti è salita dello 0,7%, quella della PA e delle Istituzioni sociali private è diminuita dello 0,7%. La spesa delle famiglie sul territorio nazionale ha registrato nel secondo trimestre una variazione tendenziale dello 0,8% (-0,6% i consumi di beni non durevoli e -2,8% quelli di beni durevoli). Gli investimenti fissi lordi sono aumentati del 2,9% mentre gli investimenti in costruzioni sono scesi del 3,5%. Nel secondo trimestre l’Istat ha rilevato andamenti congiunturali positivi nel valore aggiunto dell’industria in senso stretto (+1,3%), per il settore che raggruppa le attività del commercio, alberghi, pubblici esercizi, trasporti e comunicazioni (+0,9%), per il settore del credito, assicurazioni, attività immobiliari e servizi professionali (+0,6%). Contrazioni del valore aggiunto si registrano invece nell’agricoltura (-2,7%) e nelle costruzioni (-0,7%). In termini tendenziali il valore aggiunto dell’industria in senso stretto è salito del 5,1%, quello dei servizi dello 0,9% e quello dell’agricoltura dello 0,4%. In flessione il valore aggiunto delle costruzioni (-2,8%). (rai-televideo)